
Savona. Un processo per falso che ruota intorno ad una donazione. E’ quello che vede a giudizio una donna savonese in relazione all’atto con il quale sua madre ha donato alla nipote (e figlia dell’imputata) una casa di campagna. Una scelta che era stata contestata dal fratello della signora che con un esposto aveva denunciato la sorella accusandola di circonvenzione d’incapace. Accusa che era caduta in sede di indagini preliminari dove però era rimasta in piedi quella di falso.
Secondo quanto contestato dalla Procura, l’imputata, pur essendo amministratore di sostegno provvisorio della madre, non avrebbe infatti indicato quella donazione nella relazione semestrale fatta al giudice tutelare e riguardante gli atti di ordinaria amministrazione. Quell’atto però, secondo l’avvocato Mara Tagliero, difensore dell’imputata, era di “straordinaria amministrazione” e pertanto non doveva essere segnalato. Il pm Giovanni Battista Ferro stamattina ha chiesto una condanna ad un anno e sei mesi di reclusione ritendo che l’imputata “sapeva di essere un pubblico ufficiale” e di conseguenza sapeva di “dover segnalare la donazione nelle relazioni semestrali”. Il processo è stato rinviato ad aprile per le conclusioni della difesa e la sentenza.