
Vado L. Nessuna firma, mancato accordo al termine dell’incontro di oggi all’Unione Industriali di Savona per Tirreno Power. L’azienda ha ribadito lo stato di crisi di tutto il gruppo, con la richiesta di cassa integrazione per 155 persone.
Tirreno Power ha reso noto che nel mese di dicembre ha dovuto rimpinguare le casse di 60 mln nelle casse di Tirreno Power con 60 mln di euro per mancanza di liquidità, con la prospettiva di una cassa straordinaria per crisi che riguarderà tutto il gruppo industriale.
“Abbiamo cercato di trovare una soluzione in grado di soddisfare tutti i lavoratori, oltre 600 persone, non ci siamo riusciti: abbiamo detto all’azienda di aspettare l’incontro del 9 aprile al ministero, ma ci hanno risposto che da lunedì inizieranno le misure di ammortizzatori sociali” dice Tino Amatiello della Cgil.
“Ora si tratta di definire al meglio l’incontro al ministero con l’obiettivo di capire e delineare compiutamente il futuro della filiera del carbone, salvaguardando sia il lavoro quanto la salute della popolazione”.
Intanto domani mattina, alle ore 9:00, si terrà l’incontro presso la Società di Mutuo Soccorso nella Valle di Vado con al centro proprio gli strumenti a tutela dei lavoratori della centrale ma sopratutto dell’indotto. “La cassa integrazione in deroga deve andare avanti per dare sostegno ai lavoratori: la Regione ha dato garanzie per due mesi e questo deve essere un primo punto di partenza” conclude Amatiello.
“Non possiamo accettare una cassa integrazione ordinaria che non tutela i lavoratori dell’indotto. L’azienda andrà avanti per la sua strada e da lunedì arriveranno le lettere. Non c’è stato modo di dialogare, discutere e trovare una possibile intesa e questa è stata la cosa peggiore della trattativa sindacale…” dicono dalla Rsu di Tirreno Power.