
Savona. E’ stata fissata per lunedì mattina l’udienza davanti al Tribunale del Riesame per il ricorso presentato dal capocentrale di Tirreno Power Pasquale D’Elia contro il sequestro dei gruppi a carbone dell’impianto di Vado Ligure. La documentazione era stata trasmessa ieri pomeriggio dalla Procura all’ufficio competente che, in tempi strettissimi, ha fissato la discussione (che si svolge in camera di consiglio e quindi a porte chiuse) nella prima data utile.
Una volta discusso il ricorso il collegio del tribunale dovrà pronunciarsi entro il termine di dieci giorni che sono però scattati nel momento in cui la documentazione è stata ricevuta dal Riesame (quindi da ieri pomeriggio). L’istanza era stata depositata dai legali di D’Elia senza le motivazioni: una scelta dettata probabilmente dalla volontà della difesa di non scoprire le carte in anticipo visto che per motivarla c’è tempo fino al giorno dell’udienza.
Dalla Procura non era arrivato nessun commento ufficiale sulla “mossa” della difesa di Tirreno Power, ma è probabile che la decisione di rivolgersi al Riesame contro il sequestro, anche alla luce dell’incontro con l’ex ministro Severino, possa essere interpretato come un segnale di chiusura rispetto alle basi di dialogo gettate in un primo momento.
L’azienda, al contrario, aveva sostenuto che questa scelta non avrebbe dovuto pregiudicare il “dialogo costruttivo” con la Procura per ottenere il dissequestro con l’adesione alle prescrizioni del gip Giorgi (centralina di monitoraggio controllata da tecnici nominati dal tribunale e valori di emissione entro i limiti delle “migliori tecnologie disponibili”).