
[thumb:7460:l]Cairo Montenotte. “Sì al nucleare, ma ormai è un treno perso: bisognerebbe investire sulle energie alternative”. Questa la posizione di Claudio Burlando, impegnato a Cairo per un vertice con gli enti locali sul futuro economico della Valbormida, che ha commentato l’annuncio del ministro Claudio Scajola sulla costruzione di centrali atomiche di nuova generazione. Un orientamento possibilista, ma critico sulla scelta di disporre investimenti miliardari nel settore. “Sul nucleare il ministro delle attività produttive ha fatto un ragionamento corretto – ha spiegato Burlando – Utilizziamo già l’energia prodotta dagli impianti francesi, pagandola di più di quanto ci costerebbe produrla. Il prezzo del rischio è lo stesso, visto che qui in Liguria siamo a poca distanza dalle centrali”. “Il mio dubbio – ha aggiunto il governatore regionale – è sull’aspetto tecnologico. Ci vorranno 15 anni per rimettersi in movimento in un ambito che ci vede già con 20 anni di ritardo. E’ un treno perso in partenza. Mi chiedo se non sia più opportuno stanziare fondi così ingenti per altre prospettive, come quella dell’idrogeno, cioè per i settori del futuro in cui l’Italia potrebbe fare una scommessa per arrivare prima, non per ultima”.
Al centro dell’incontro cairese le due “ferite” della Valbormida: Acna e Ferrania. Il presidente della Regione ha incontrato i rappresentanti degli enti locali e territoriali della zona. Alla biblioteca comunale cairese, sede dell’incontro odierno e inaugurata per l’occasione, erano presenti i sindaci e gli amministratori comunali di Cairo, Dego, Piana Crixia, Altare, Carcare, Cosseria, Cengio, Plodio, Mallare, Pallare, Millesimo, Roccavignale, Bormida, Origlia, Murialdo, Massimino, Calizzano, Bardineto. Presenti anche il presidente della Provincia di Savona, Marco Bertolotto; il presidente della Comunità Montana Alta val Bormida Ivano Fracchia; esponenti dell’Azienda Regionale Territoriale per l’Edilizia (Arte).
Insieme all’assessore regionale Enrico Vesco, Burlando ha avuto un colloquio con i rappresentati sindacali della Ferrania. “Abbiamo accolto le preoccupazioni dei lavoratori – ha detto il presidente della Regione – La gente vuole capire quali sono i tempi di realizzazione per il nuovo assetto industriale e chi verrà occupato o rioccupato nell’azienda. Ci incontreremo al più presto con proprietà, sindacati ed enti locali proprio per definire la tempistica”. Tra i primi appuntamenti di confronto, quello con Vittorio Malacalza, azionista di riferimento dello stabilimento di Cairo. Ottimismo è stato espresso per le garanzie formulate da Ferrania Technologies nel mantenimento del tradizionale, nello sviluppo della ricerca e nell’obiettivo dei laminati di acciaio, anche in relazione alla nuova banchina nel porto di Savona.[image:7457:r:s=1]
Il Comune di Cairo Montenotte, nella persona del sindaco Fulvio Briano, ha espressamente chiesto all’amministrazione regionale un finanziamento per la costruzione di un museo della fotografia, che preservi la memoria storica di 90 anni di attività nella produzione di pellicole. “Abbiamo risposto positivamente alla richiesta – ha dichiarato Claudio Burlando – Cairo è una bella cittadina che si sta trasformando in senso urbanistico e ora ci sono nuove prospettive industriali. La memoria del passato non deve però andare dispersa. La storia di Ferrania rimarrà alle generazioni future”. La Regione assegnerà al Comune circa 1 milione di euro per la realizzazione del museo della fotografia nella chiesa sconsacrata nel centro di Cairo. La firma del protocollo (integrativo all’accordo di programma su Ferrania) è prevista per il 12 luglio.
Per quanto riguarda l’ex sito industriale dell’Acna di Cengio, al centro di una laboriosa opera di bonifica, il presidente Burlando ha sottolineato che l’area presto sarà riconsegnata alla vallata, pronta per accogliere attività produttive non più inquinanti. Il processo di recupero della zona, la costruzione di strade di accesso e l’intervento di utilizzatori in campi della logistica o in ogni caso “puliti” rappresentano un trampolino di lancio per l’economia e l’occupazione del comprensorio cengese e, più in generale, valbormidese.
Marco Bertolotto, presidente della Provincia di Savona, ha aggiunto: “Nell’ex Acna di Cengio si sta compiendo una delle più importanti ed imponenti bonifiche di ex siti industriali d’Italia. L’Acna produceva sostanze chimiche altamente tossiche, che avevano inquinato il fiume Bormida, oltre che l’area della fabbrica”. Quando le operazioni saranno terminate, 60 ettari verranno restituiti all’uso territorio. “Occorre prolungare ancora di qualche mese la gestione commissariale del sito – ha detto Bertolotto – Ne parlerò con Guido Bertolaso, che sarà in provincia di Savona a giugno. Chiederemo dunque una proroga che consenta al commissario di completare il suo lavoro”. Ha concluso il presidente della Provincia: “La vita economica e industriale di questo territorio sta affrontando la fase di rilancio. Siamo a buon punto con Ferrania, ex Acna, retroporto, parchi carbone, variante di Vispa. Tanti interventi che preannunciano la fioritura dell’economia e della società valbormidese”.