
Savona. E’ attesa per questa settimana la fissazione dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame per il ricorso presentato in Procura dal capocentrale di Tirreno Power Pasquale D’Elia contro il sequestro dei gruppi a carbone dell’impianto di Vado Ligure. Entro cinque giorni dal giorno in cui l’istanza è stata depositata (ovvero venerdì scorso) la documentazione dagli uffici dei magistrati dovrà essere trasmessa all’ufficio competente del tribunale. A quel punto entro un tempo limite di 10 giorni il tribunale del Riesame dovrà fissare la discussione del ricorso.
L’istanza era stata depositata dai legali di D’Elia senza le motivazioni: una scelta dettata probabilmente dalla volontà della difesa di non scoprire le carte in anticipo visto che per motivarla c’è tempo fino al giorno dell’udienza.
Dalla Procura non era arrivato nessun commento ufficiale sulla “mossa” della difesa di Tirreno Power, ma è probabile che la decisione di rivolgersi al Riesame contro il sequestro, anche alla luce dell’incontro con l’ex ministro Severino, possa essere interpretato come un segnale di chiusura rispetto alle basi di dialogo gettate nei giorni scorsi.
L’azienda, al contrario, aveva sostenuto che questa scelta non avrebbe dovuto pregiudicare il “dialogo costruttivo” con la Procura per ottenere il dissequestro con l’adesione alle prescrizioni del gip Giorgi (centralina di monitoraggio controllata da tecnici nominati dal tribunale e valori di emissione entro i limiti delle “migliori tecnologie disponibili”). Un pensiero che potrebbe non essere condiviso dai magistrati che si occupano dell’inchiesta, ovvero il Procuratore Francantonio Granero ed il sostituto Chiara Maria Paolucci.