
[thumb:7072:l]Albenga. La Guardia di Finanza della tenenza di Albenga ha concluso una complessa attività di indagine nei confronti di una nota società di costruzioni e vendite di immobili attiva nel ponente ligure, in particolar modo nell’estremo ponente savonese, da Andora ad Alassio.
L’attività degli uomini delle fiamme gialle, durata oltre due mesi, rientra nel costante monitoraggio dei fenomeni evasivi del mercato immobiliare, e si è sviluppata incrociando i dati delle dichiarazioni dei redditi con gli elementi reperiti dagli uffici tecnici comunali e dal catasto: si sono così potute evidenziare considerevoli e numerose compravendite di immobili, tutte avvenute a fronte di irrisori ricavi dichiarati al fisco dalla società costruttrice. I finanzieri hanno meticolosamente incrociato i dati afferenti i mutui bancari contratti dagli acquirenti con gli elementi desumibili dai registri notarili e dalla contabilità dell’impresa su oltre 30 vendite. Le informazioni così acquisite sono state successivamente utilizzate per effettuare materialmente dei riscontri sugli immobili ceduti attraverso sopralluoghi, rilevazioni ed elaborazioni tecniche eseguite anche sulla scorta delle dichiarazioni ottenute da circa 50 acquirenti durante le indagini.
In tal modo la Guardia di Finanza è riuscita a ricostruire la reale entità delle vendite immobiliari della società scoprendo che alcuni appartamenti e box, costruiti anche come “edilizia convenzionata”, dapprima non comparivano nella contabilità dell’impresa e successivamente venivano messi in vendita a prezzi “concorrenziali”.
Tutti gli alloggi, di ottima finitura e posizionati nelle immediate vicinanze della costa del ponente ligure, venivano ufficialmente venduti a prezzi considerevolmente inferiori al valore di mercato. Gli appartamenti, con un valore reale superiore ai 5000 euro, venivano venduti ufficialmente a 1000 al metro quadro, mentre i box, con un valore tra i duemila e i tremila euro, a 800 euro al metro quadrato. Grazie a questa sottofatturazione la società, con sede nell’estremo ponente savonese, è riuscita ad occultare al fisco oltre 4 milioni di euro di ricavi e ad evadere oltre 2 milioni di euro di imposte.
I finanzieri hanno contestato ad un noto imprenditore locale il reato di dichiarazione infedele denunciandolo alla procura della Repubblica di Savona. Non sono escluse responsabilità anche da parte dei privati, in quanto l’ultima legge finanziaria prevede la responsabilità anche per l’acquirente nel caso di dichiarazione infedele. L’Iva evasa potrà essere contestata dal fisco non solo all’evasore ma anche al proprietario dell’immobile.