
Provincia. “CIGL, CISL e UIL hanno attivato richieste di incontri a tappeto nei Comuni del nostro territorio per attivare strumenti di governo alle nuove complicazioni per i contribuenti derivanti dalla recente tassa sugli immobili”. Lo annunciano i sindacati in una nota congiunta.
Questo è infatti l’anno di abolizione della vecchia IMU prima casa, sostituita dalla IUC (Imposta Unica Comunale) che ricomprende TASI (Tassa sui servizi indivisibili del comune, comprensiva anche di IMU prima casa), TARI (tariffa sui rifiuti) e IMU (imposta sulle case diverse dalla prima).
“Siamo infatti chiamati a fare i conti con le nuove aliquote, le basi imponibili, i requisiti per detrazioni ed esenzioni – scrivono – L’IMU prima prima casa infatti, ora TASI, partirà da una base del 2,5 per mille ma è data facoltà ai Comuni di aumentare l’imposta fino al 3,3 per mille, con il rischio che i proprietari di prime case di modesto valore, prima esenti per effetto delle detrazioni comunali, vengano davvero penalizzati”.
“Restano in piedi tutta una serie di problemi applicativi legati alle nuove imposte, con la conseguenza che le stesse modalità di calcolo nascondano parecchie insidie – continuano – Infatti l’incremento delle aliquote che potranno disporre i Comuni nei propri Regolamenti attuativi per sostenere le detrazioni non sciolgono i nodi proprio collegati alle detrazioni stesse”.
Le scelte discrezionali, che saranno in capo ai Comuni, potrebbero delineare un quadro davvero preoccupante per i contribuenti, sostengono i sindacati: chi infatti non potrà usufruire di esenzioni rischierebbe di affrontare costi maggiori rispetto al precedente regime. “Se a questo si aggiunge che, stando alle prime stime diffuse, in alcune realtà la Tari peserà come un macigno portando, limitatamente alle imprese, incrementi medi del 300 per cento, si comprende bene come la nuova IUC rischia di svantaggiare non poco i contribuenti”.
“Per non parlare dello grave confusione in cui versano oggi i cittadini rispetto all’introduzione di questa nuova normativa – insistono – introdotta dalla Legge di Stabilità che preoccupa soprattutto la popolazione anziana, in grande difficoltà a districarsi in un tale ginepraio di regole poche chiare, aggravato ancor di piu’ dalle modifiche alla normativa sulle esenzioni (ISEE) e alle ricadute del nuovo sistema di calcolo sulle compartecipazione alle tariffe dei servizi”.
“E’ proprio nell’ambito di una responsabilità vera che il sindacato sente, in termini di protezione sociale, che CGIL-CISL-UIL ritengono indispensabile avviare tempestivamente, prima dell’adozione degli atti formali da parte delle Istituzioni locali, un confronto diretto con i Comuni del territorio, attraverso appositi tavoli di contrattazione e concertazione delle politiche di welfare, per individuare strumenti e azioni di tutela della cittadinanza, soprattutto in considerazione delle gravi difficoltà che le famiglie e gli utenti stanno attraversando – concludono – Confidiamo in analogo senso di responsabilità da parte dei Comuni nei confronti dei loro amministrati, certi che sapranno cogliere questa occasione, accettando un confronto concreto e produttivo, come appunto richiesto dalle OO.SS. che questi cittadini rappresentano”.