Vado L. Da una parte un imponente cantiere che lavora e inizia a prendere forma, dall’altra un gruppetto di persone agguerrite che protesta. Sono una quindicina di rappresentanti di quella fetta di vadesi che dice no alla piattaforma Maersk che questa mattina, in concomitanza del sopralluogo da parte di APM Terminal, Grandi Lavori Fincosit e Autorità Portuale sullo stato del cantiere, hanno scelto di organizzare un presidio davanti al Sea Art Hotel.
I manifestanti, appartenenti al comitato “Vivere Vado”, erano capitanati da Franca Guelfi, ex vicesindaco di Vado, che ha spiegato: “Siamo qui tutti a ribadire che siamo convinti che sia un’opera sbagliata per Vado, che non avrà gambe. Continuino a lavorare come stanno facendo, noi continueremo a protestare fino a che avremo voce, fino all’ultimo giorno utile”.
“Vogliamo fermare l’opera? Perché no? Sono state fermate tantissime cattedrali nel deserto, perfino quasi al termine della costruzione. Questo è il nostro ruolo, se ce la facciamo bene, di sicuro tutto quello che abbiamo in mano cerchiamo di utilizzarlo. Io non sarò candidata, ma credo che la piattaforma Maersk sarà ancora argomento di campagna elettorale” prosegue Guelfi.
“Sarà argomento il ragionare ancora sulla piattaforma e trovare tutti gli spazi utili, compresi i ricorsi ma non solo, per tentare ovviamente di non farla, di fermarla se possibile; l’ultima spiaggia comunque sarà quella non solo ridurre il danno, ma dire che quest’opera è stata fatta contro la volontà della maggioranza dei vadesi” aggiunge l’ex sindaco che su una possibile alternativa all’opera di Maersk risponde così: “Se riuscissimo a fermarla lì cosa dovrebbe restare? Una cattedrale nel deserto, cosa vuole che resti? Non so, facciamo un campo di atterraggio, non ne ho idea, lo sapranno loro, avranno un piano B presumo se non arrivano al piano A”.