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Cronaca

Arresto Saroldi, i retroscena: il comandante dei vigili assicurava “il sindaco fa quello che dico io”

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Arresto Saroldi, i retroscena: il comandante dei vigili assicurava “il sindaco fa quello che dico io”
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Spotorno. “Hot Velox”: luglio 2013. L’inchiesta che ha portato all’arresto del comandante dei vigili di Spotorno Andrea Saroldi inizia infatti nell’estate di un anno fa, ovvero nel momento in cui Germano Damonte, il titolare della cooperativa sociale “Arcadia” (che ha in appalto la gestione delle spiagge libere attrezzate e la manutenzione della segnaletica stradale per il Comune), decide di denunciare in Procura quello che stava accadendo intorno al numero uno del comando della polizia municipale spotornese.

E’ l’inizio della fine per Saroldi che ieri è finito ai domiciliari con le accuse di concussione e corruzione per un atto contrario ai pubblici uffici e per il suo collega Claudio Ghizzoni, in servizio a Podenzana, anch’esso finito in manette (ma non in carcere) con l’accusa di corruzione. La storia raccontata da Damonte è circostanziata e puntuale tanto da convincere gli inquirenti a muoversi subito per indagare più a fondo. E allora di lì a poco partono le intercettazioni ambientali, telefoniche e le immagini riprese con le microspie che “documentano – come precisa il gip Emilio Fois nell’ordinanza di custodia cautelare – autonomamente i pagamenti e le pressioni poste in essere mediante linguaggio verbale e non verbale”.

Telefonata dopo telefonata, incontro dopo incontro, ecco delinearsi quindi con precisione il quadro accusatorio nei confronti di Saroldi che, secondo gli investigatori, ha ricevuto mazzette dall’Arcadia, a partire dal 2011, per 24 mila euro in cambio degli appalti per i lavori di manutenzione della segnaletica stradale. La richiesta di denaro a Damonte, in realtà, sarebbe partita in maniera diversa: il comandante aveva chiesto all’imprenditore nell’estate del 2011 un prestito “per motivazioni personali”. Denaro che Saroldi si sarebbe poi rifiutato di restituire con il monito che “è lui a scegliere le cooperative da invitare alle gare”.

Da quel momento in poi le richieste di soldi si sarebbero succedute una dopo l’altra: settemila euro nel 2012 in vista della nuova gara di appalto; poi nell’aprile del 2013, dopo che l’Arcadia aveva vinto l’ultima gara di appalto, la richiesta di altri novemila euro, seguita dalla minaccia di non invitare la cooperativa alla gara del 2014. Somme che in parte (7500 euro in due tranche “con contante prelevato dalla gestione delle spiagge libere”) era stato pagato.

Poi si arriva ai fatti della scorsa estate, quelli documentati con le intercettazioni ambientali, quando il comandante della Municipale parla di un aumento dell’appalto fino a 40 mila euro, ma in cambio di una dazione del dieci per cento (quattromila euro). E arrivano altri scambi di mazzette tutti documentati dalle riprese della polizia (le immagini in cui si vede anche Saroldi “scostare la giacca ed appoggiare la mano sul calco della pistola d’ordinanza” mentre riceve il contante). Incontri durante i quali il comandante sottolineava il suo potere decisionale: “Gli uomini da tenere buoni siamo io e Riccobene..il resto non conta. Sono solo chiacchiere di gente che non conta niente”, “il sindaco non fa niente che io non voglio”.

Proprio “l’attività di indagine – si legge ancora nell’ordinanza – ha offerto immediato conforto alle dichiarazioni di Damonte. ed anzi ha consentito di registrare le continue richieste del Saroldi ed alcune consegne di denaro contante da parte della persona offesa”. E fin qui il caso riguardante l’accusa di concussione. Proprio grazie alle intercettazioni infatti gli investigatori si imbattono nel secondo filone di indagine, quello relativo alla corruzione e che coinvolge Ghizzoni.

Gli inquirenti, ascoltando le conversazioni tra Saroldi e il collega di Podenzana, nonché titolare della Igea Srl, iniziano ad indagare sugli autovelox installati nel Comune di Spotorno e forniti proprio dalla società di Ghizzoni. Sotto esame finiscono l’acquisto di tre dissuasori di tipo Blindobox per 10 mila e 800 euro, il noleggio mensile di un’apparecchiatura fissa per il controllo della velocità (impegno di spesa 18 mila e 240 euro), l’aggiudicazione definitiva in favore della Igea srl della gara finalizzata al noleggio per 24 mesi di una postazione fissa per l’accertamento automatico delle infrazioni. Spese che non sarebbero state giustificate per un comune piccolo come quello di Spotorno, anche alla luce della dotazione di autovelox “più che adeguata” dell’amministrazione.

Nell’estate del 2013 invece si concretizza l’accordo per un altro noleggio di un autovelox mobile diurno e notturno. Dietro l’operazione ancora una volta c’è il pagamento di “alcune somme di denaro contante ancora non quantificate, per diverse centinaia di euro”. E poi ci sono le promesse al collega di dargli una mano a ottenere appalti in altre località rivierasche. Un giro di “affari” illeciti che, da quanto emerge dalle intercettazioni, Saroldi sembrava voler espandere, dopo il Comune di Spotorno, a tutta la Riviera.

Olivia Stevanin
27 Febbraio 2014 alle 20:18
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