Non e’ priva di fondamento la presa di posizione della Comunità montana del Pollupice. L’omogeneità del territorio e’ fondamento della originaria filosofia che sottendeva alla costituzione delle Comunità Montane. Oggi non e’ cambiato molto se si esclude l’esigenza di ridurle di numero, e se questa fosse l’unica ragione del riordino sarebbe ben poca cosa.
Condivido peraltro l’assunto della omogeneità purchè non si corra il rischio di nascondere nella omogeneità anche uno strisciante campanilismo locale.
La proposta originaria di Cassini (ancora peraltro valida) ha una sua logica soprattutto nello svincolare dagli stretti legami Provinciali l’idea di montanità. Certo questo presuppone un altro radicale intervento della struttura degli Enti locali quale l’abolizione delle Province, altrimenti diventa difficile immaginare interventi sul territorio che siano originati e o dipendenti da Enti diversi.
Fatta quindi salva l’ipotesi (sempre valida) di cancellare le Comunità Montane e sostituirle con altre forme di associazionismo più snelle, in alcuni casi gia’ ipotizzate, il problema reale non e’ l’estensione territoriale bensì l’omogeneità e le attribuzioni, le competenze e le risorse. Il sistema dovrebbe essere rivoluzionato e proprio nell’ottica di mantenere, sì, l’impianto originario di omogeneità territoriale e socio/culturale,ma, immaginando una sorta di unione dei comuni “montani” con la partecipazione diretta dei Sindaci di tutti i Sindaci presenti personalmente nell’organo direttivo e con la partecipazione diretta di tutti Consiglieri Comunali, senza invenzioni e doppioni e costi aggiuntivi.
Nel caso della Comunità Montana Iguana che ha una sua sede ed una sua organizzazione collaudata si tratterebbe di potenziarne le attribuzioni conferendole Ufficio tecnico/Anagrafe/Cantonieri e quindi relative risorse.mantenendo nei singoli Comuni la sola presenza fisica di un Segretario un’impiegato/a un Cantoniere e della Polizia Municipale.
Il risparmio e le risorse in questo impianto sono evidenti così come e’ evidente la solidarietà che legherebbe questo modello nei confronti dei Comuni con minori risorse. Parliamone.
Giuliano Miele,
Sindaco di Garlenda