
[thumb:7428:l]Finale Ligure. Oltre 200 persone hanno assistito ieri sera, all’auditorium di Santa Caterina di Finalborgo, alla presentazione del Puo (progetto urbanistico operativo) per la trasformazione delle aree finalesi della Piaggio. L’incontro organizzato dall’amministrazione comunale fa parte dell’iniziativa di condivisione delle scelte urbanistiche che ha portato a numerosi dibattiti pubblici, alla creazione di un “urban center” comunale e di un’area dedicata nel sito web istituzionale del Comune di Finale Ligure. Dopo la presentazione del progetto nel dicembre scorso (leggi qui), un’ulteriore occasione di approfondimento con il sindaco Flaminio Richeri e i progettisti Walter Cattaneo e Giorgio Castellari. Gli stessi progettisti hanno illustrato agli intervenuti come sono cambiati gli elaborati progettuali a seguito delle richieste degli enti pubblici, dei cittadini e delle categorie coinvolte nella riconversione delle aree dello stabilimento.
Le modifiche principali sono state apportate alla zona a monte dell’Aurelia, dove è concentrato circa il 40% dei 210 mila metri cubi previsti. Oltre al parcheggio di interscambio nell’attuale zona della ferrovia da 250 posti auto pubblici, sarà ricavato un nuovo grande parcheggio, da circa 200 posti, nella rotonda che a ponente collegherà l’Aurelia con la provinciale del Melogno verso l’autostrada e con la nuova strada di accesso al nuovo quartiere che sorgerà nelle aree Ghigliazza. I progettisti hanno anche previsto che da questa rotonda, in futuro, si potrà accedere al tunnel della ferrovia, una volta completato il raddoppio ferroviario.
Modificata anche la zona più a ponente del progetto. L’hotel, inizialmente previsto su area demaniale a ponente dell’intervento, è stato previsto a monte dell’Aurelia, in prossimità del ponte sul Pora. Al posto dell’albergo è ora prevista la nuova sede della Guardia di Finanza. Il Comune ritiene indispensabile poter realizzare una strada in sponda sinistra del torrente Pora, al fine di non precludere questa possibilità è stato lasciato un franco di almeno 6 metri tra il fronte costruito e il muro d’argine.
La zona artigianale, nella parte più a monte, verso Finalborgo, vedrà l’insediamento della Coop con circa 800 metri quadrati di superficie commerciale, oltre a due piani di parcheggi sotterranei ed una serie di spazi per il commercio al dettaglio o l’artigianato. Nel complesso saranno oltre 2.500 i metri quadrati destinati al piccolo commercio e tutti i piani strada dei palazzi al di sotto del tracciato ferroviario saranno rigorosamente commerciali con vincolo di destinazione. Dal punto di vista della viabilità verrà abbattuto e rifatto l’attuale ponte sull’Aurelia, abbattuto e ricostruito a tre corsie, più a valle, per collegare e decongestionare meglio il traffico verso l’autostrada.
[image:7430:r:s=1]Nel corso della serata sono stati affrontati anche i punti critici come il traffico e l’architetto Cattaneo ha spiegato, mostrando una simulazione video, come la viabilità prevista sarà in grado di smaltire il traffico dei due nuovi quartieri. Nel caso venisse realizzata la strada lungo l’argine destro del Pora, allora potrebbe essere ulteriormente allegerito il carico sulla provinciale del Melogno.
E’ stato poi affrontato il problema del ripascimento della spiaggia tra il Pora e la Caprazoppa. Sarà data una battigia anche a quel tratto di passeggiata. La soluzione sarà quella di rimuovere l’attuale materiale dell’arenile sostituendolo con della ghiaia di circa 4 o 5 mm di diametro e gettando in mare il materiale di risulta dall’arenile stesso, quindi creando due pennelli sommersi da 3 metri di diametro per meglio difendere la zona dalle correnti marine. In termini numerici, si parla di circa 30 mila metri cubi di ghiaia ovvero circa 5 camion per ogni metro lineare di fronte mare.
[image:7428:r:s=1]L’ultima criticità affrontata è stata quella della parete a monte dell’area Piaggio, franata di recente (leggi qui). Impossibile renderla completamente sicura. Esiste una frattura che separa in due la montagna lungo tutta la sua altezza (130 metri) e che raggiunge l’attuale tunnel della ferrovia, tanto che quando passano i treni in cima alla montagna si percepisce lo spostamento d’aria. L’ipotesi più valida è quella di prevedere un muro di contenimento, oltre ad una chiodatura della parete e ad un’adeguato spazio cuscinetto dove contenere gli eventuali massi che dovessero cadere.