
Alassio. Attivazione immediata per risolvere il problema che, semmai, è generato da sprechi altrui. Si difende così il Comune di Alassio, davanti alle lamentele di alcuni insegnanti delle scuole “Ollandini” che hanno segnalato giornate trascorse al freddo a causa della mancanza del riscaldamento nelle aule.
“L’11 febbraio alle ore 13.57 è pervenuto un fax da parte della preside che lamentava la mancanza del riscaldamento nelle scuole di via Gastaldi – precisa con una nota l’amministrazione Canepa – Quello stesso giorno, alle ore 14,33, quindi dopo 3 minuti dall’ingresso del personale dipendente del Comune per il turno pomeridiano, è stato inoltrato tramite il portale ministeriale CONSIP l’ordine urgente di gasolio con richiesta di scarico il giorno successivo. Il Comune, lo precisiamo, non può utilizzare alcuna formula di acquisto di gasolio sul mercato, magari da aziende di città vicine, in quanto, per legge, occorre avvalersi delle gare ministeriali, cioè la ditta Cofely Italia con sede in Roma in via Ostiense 333. Lo scarico è avvenuto nella prima mattina di ieri con immediata accensione dei riscaldamenti”.
E ancora: “Si precisa che lo scorso 31 gennaio l’amministrazione aveva rifornito la scuola di 5.400 litri di gasolio consumati in soli 11 giorni. L’amministrazione, a seguito del dato anomalo, ha verificato che non vi fossero perdite di gasolio dalle cisterne così come ha proceduto a far eseguire una scrupolosa verifica impiantistica dalla ditta usualmente manutentrice della caldaia, che è stata trovata in regola e in corretta efficienza.
“Quanto sopra smentisce categoricamente un disinteresse da parte dell’ente verso le scuole, ma occorre evidenziare che nessuno poteva immaginare che in soli 11 giorni venissero bruciati ben 5.400 litri di gasolio visto che il precedente carico di 7.000 litri si è tenuto ad ottobre 2013 ed è durato fino al 31 gennaio 2014, ben 4 mesi contro gli attuali 10 giorni”.
Precisa il Comune: “Vero è che in diversi sopralluoghi effettuati dai tecnici comunali è emersa sovente l’abitudine di tenere le finestre aperte e una temperatura costante nettamente superiore a quella necessaria: sicuramente questa noncuranza non agevola il risparmio, bensì alimenta uno spreco eccessivo che grava sulle tasche di tutti i cittadini, anche di quelli che, pur non usufruendo della scuola, pagano il gasolio! La polemica non aiuta a migliorare, soprattutto se infondata e sterile. Se le temperature non erano idonee e mettevano a rischio la salute dei bambini, meglio era richiedere tempestivamente attraverso la direzione una soluzione alternativa, così come è stato fatto dal personale del nido”.
E infine: “Questa amministrazione ha dedicato molta attenzione alle scuole con notevoli investimenti di risorse, evidenziando una palese trascuratezza di tutti i plessi perpetrata negli ultimi anni. Ad oggi sono stati stanziati 500.000 euro, una cifra veramente considerevole. La politica deve restare fuori dalle aule scolastiche, l’istruzione e l’educazione richiedono buon senso e fattiva collaborazione. Spiace che gli insegnanti scelgano, per attaccare l’amministrazione, la forma dell’anonimato. Proprio da loro, al contrario, dovrebbe arrivare il buon esempio e la correttezza”.