
[thumb:2054:l]Provincia. Una diminuzione complessiva della disponibilità di forza lavoro e, in particolare, del numero totale di occupati (- 0,5%); un forte differenziale tra lavoro dipendente e indipendente (- 1288 lavoratori dipendenti e + 669 indipendenti, un dato confermato dalla crescita del numero delle imprese pari a + 0.6% rispetto al dato ligure che segna – 0,1%); un lavoro sempre più precario, con il 63,5% di avviamenti all’occupazione a tempo determinato e solo il 37,5% a tempo indeterminato.
Sono solo alcuni degli indicatori del report su economia e disoccupazione in Provincia nel biennio 2007-2008, presentato dalla Camera del lavoro Cgil di Savona. Netta, in un clima di stagnazione che tende alla recessione, la differenza tra la situazione economica del Savonese e quella delle altre province liguri. Il Pil provinciale ha fatto segnare l’anno scorso un preoccupante – 0,2%, contro un ancor più grave esito previsto per il 2008 che prevede un – 0,4%, contro il + 0,3% ligure e il + 0,5% nazionale.
Il tasso di disoccupazione è il più basso di sempre, ma a fronte di un lavoro sempre più precario e di bassa qualità. Si perdono posti di lavoro nel settore industriale nel suo complesso (- 3851 unità), perdita compensata solo da una crescita del settore servizi e del terziario (+ 4603 unità, di cui però 2754 indipendenti).
Il trend negativo ha cause molto locali, come spiega Bruno Spagnoletti, responsabile dell’ufficio economico della Cgil: “L’industria perde peso e il pil tende a crescita zero. Se da una parte la modesta ripresa dell’economia italiana ha agganciato il treno europeo per due anni, dall’altra l’economia della Liguria e di Savona, in particolare, non è mai sostanzialmente ripartita dalla stazione di galleggiamento tra stagnazione e recessione, in atto dal 2002. la diminuzione del pil e dei consumi è dovuta ai notevoli ritardi nei processi di innovazione dell’industria e dal protrarsi delle criticità nelle filiere produttive industriali, ai deficit di competitività territoriali rispetto all’internazionalizzazione, ad una contrazione della domanda interna, anche per il particolare peso che ha la popolazione anziana”.
Gli fa eco il segretario provinciale Francesco Rossello: “Non ci sono solo aspetti negativi in questo quadro” ha sottolineato, “imprese come Ferrania o come la Piaggio potranno nei prossimi anni segnare una controtendenza con importanti investimenti che per Piaggio in particolare significano anche lo spostamento delle attività da Finale a Villanova”. “Certo è” ha proseguito Rossello, “che non è più possibile crogiolarsi nell’esistente e sperare di parare i danni. La situazione, se non faremo nulla e soprattutto se non innoveremo anche la formazione dei giovani, è destinata a peggiorare, e mi desta meraviglia il fatto che con le leggi vigenti sul precariato, il tasso di occupazione a tempo indeterminato in Provincia non sia del 100%.”