
[thumb:455:l]Albenga. Si erano presentati all’agenzia bancaria Carisa di Albenga in via Papa Giovanni e, armati di taglierino, si erano fatti consegnare dai cassieri 100 mila euro, per poi dileguarsi per le vie cittadine. L’episodio risale al 4 luglio del 2006. A quasi due anni di distanza, i due rapinatori sono stati arrestati su ordine di custodia cautelare in carcere. Si tratta di Emanuele Rinaldi, 22 anni, e Michele Minieri, 21 anni, milanesi, entrambi pregiudicati e noti come appartenti alla “banda del Corvetto” (alle spalle, nonostante la giovane età, già un tentato omicidio).
Dopo indagini serrate, sviluppatesi in varie direzioni, i carabinieri li hanno identificati e rintracciati.
Le testimonianze dei presenti ed i filmati delle telecamere a circuito chiuso dell’istituto non sono state sufficienti ad individuare i malviventi. Ad incastrare i due rapinatori è stata un’impronta digitale, lasciata da uno di loro sullo sportello bancario ed analizzata dal Ris di Parma. I due sono stati arrestati ed associati al carcere milanese di San Vittore, dove si trovano a disposizione dell’autorità giudiziaria savonese (titolare dell’inchiesta il pm Landolfi).
I due rapinatori avevano scelto la Riviera ligure per una trasferta occasionale ed erano riusciti a mettere a segno un colpo che aveva fruttato un bottino sostanzioso. Intorno alle 10 del mattino erano entrati nella filiale ingauna della Carisa e, minacciando uno degli impiegati con un cutter, si erano fatti consegnare tutto il contenuto delle casse. Quindi erano fuggiti con i soldi, sicuri di aver fatto perdere le proprie tracce. Fra i sette clienti presenti in banca al momento del colpo, anche una signora anziana che per lo choc aveva accusato un malore ed era stata soccorsa da un’autoambulanza.