
Savona. La sua storia, venuta fuori un paio di settimane fa durante l’udienza di convalida del processo per direttissima, aveva commosso i presenti. In aula un ventitreenne di Pietra Ligure, A.S., aveva infatti raccontato di essere “evaso” dai domiciliari perché in casa litigava quotidianamente con la madre, ma non voleva che il fratellino minore assistesse a quelle discussioni. Stamattina il ragazzo, che nel frattempo è tornato in carcere, è stato condannato a quattro mesi di reclusione.
Ad arrestare il ventenne era stata la Polfer di Savona: “Sono ai domiciliari e sono uscito, ma a casa non voglio tornare” erano state le parole pronunciate dal ragazzo davanti agli agenti. A.S. si era consegnato alla polizia lo scorso 16 gennaio dopo che, nel pomeriggio del giorno prima, aveva lasciato l’appartamento della mamma dove stava scontando gli arresti domiciliari per un’accusa di rapina.
Un comportamento all’apparenza inspiegabile che aveva fatto inevitabilmente scattare un nuovo arresto per evasione. Durante la prima udienza del processo per direttissima era stato però chiarito però il motivo del suo gesto: “In casa erano continue liti con mia madre – aveva spiegato l’imputato -. Ogni giorno c’era una discussione e visto che con noi vive anche il mio fratellino non volevo fosse coinvolto in questa situazione”.
Il giovane aveva quindi motivato l’evasione con la volontà di tutelare il fratello minore: “La causa delle parole ero io, so di aver sbagliato e giustamente devo pagare, ma non voglio che ci vadano di mezzo altri. Un conto è essere tra adulti, ma se c’è un bimbo non va bene” erano state le parole aggiunte dall’imputato. Nonostante la vicenda, dal punto di vista umano, fosse estremamente toccante, per A.S., difeso dall’avvocato Nazareno Siccardi, non è stato possibile evitare la condanna ed il ritorno in carcere.