
[thumb:7414:l]Savona. Vasta operazione contro il traffico di stupefacenti condotta dalla polizia marittima di Savona in collaborazione con l’ufficio antinarcotici di Miami e la polizia spagnola. Le indagini hanno portato all’arresto di tre marittimi imbarcati sulla Costa Crociere e di una donna, sempre di nazionalità filippina, che gestiva la contabilità della banda. L’accusa è quella di traffico internazionale di droga. Sono ancora da eseguire altre 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico e dal vice Alberto Landolfi, ha preso le mosse nel mese di settembre dalla constatazione di un giro di sostanze allucinogene a bordo delle navi. Al centro degli scambi illeciti lo Shaboo, un concentrato di anfetamine, la droga dei kamikaze giapponesi nella seconda guerra mondiale e dei soldati americani durante il conflitto in Vietnam, oggi utilizzata soprattutto dai filippini, tanto che è Manila ad essere considerata la capitale della sua produzione. Facile da trasportare, inodore, questo genere di stupefacente è difficilmente individuabile.
Gli investigatori italiani e i colleghi della Dea di Miami hanno raccolto le prove per incastrare i responsabili che avevano costituito una rete per lo scambio della droga a bordo delle navi sulle quali erano impiegati. Savona era diventata il crocevia di questo traffico. Una quarantina le persone indagate a piede libero, almeno un centinaio i consumatori accertati. A fare uso degli stupefacenti erano i marittimi imbarcati, che avrebbero organizzato un’attività di spaccio sia a bordo che a terra. Sull’arrivo della droga a consumatori italiani gli investigatori mantengono il riserbo, per consentire il proseguimento delle verifiche.
[image:7415:c:s=1]
Le indagini sono partite da un arresto per possesso di droga eseguito a bordo di una nave a Barcellona. I laboriosi accertamenti degli organi investigativi hanno quindi consentito di ricostruire le rotte delle metanfetamine. Una coppia di marittimi filippini, con residenza a Miami, dirigeva le attività criminali. Lo Shaboo, prodotto in California, partiva dalla Florida per raggiungere l’approdo savonese, facendo tappa in Spagna. Un gruppo di filippini in servizio sulle navi Costa si occupavano del resto. Una volta sbarcati a Savona, i marittimi inviavano alla “base”, in Florida, i soldi utilizzando il canale del “money transfer”. I movimenti di denaro sono stati accertati dagli inquirenti, che hanno anche intercettato le telefonate di conferma fra chi inviava e chi riceveva gli stupefacenti.
A Savona la droga arrivava come una normale spedizione. I marittimi filippini avrebbero utilizzato un’agenzia marittima della città della torretta, ovviamente ignara del traffico illegale, per ritirare le partite di stupefacenti e portarle sulle navi (Costa Magica, Costa Europa e Costa Serena), dove avveniva lo spaccio ed il consumo. La compagnia marittima ed il suo servizio di sicurezza hanno fornito ampia collaborazione alle indagini, che ora vanno avanti. Oltre che con la Dea di Miami, gli uomini della Procura savonese hanno collaborato con i colleghi italiani della Direzione Centrale Servizi Antidroga.
[image:7414:c:s=1]