Alassio. Venerdì 23 maggio, a partire dalle ore 21, s’inaugura presso l’ex chiesa anglicana di Alassio la mostra antologica “Mario Schifano”, dedicata ad uno tra i più celebri artisti della pop art italiana.
L’esposizione, organizzata dall’ex chiesa anglicana con il contributo dell’assessorato alla Cultura e al Turismo di Alassio, e curata da Nicola Davide Angerame, mostra una circa 30 opere di assoluto pregio, provenienti da collezione privata ed appartenenti ai due decenni d’oro di Schifano, quegli anni Sessanta e Settanta che lo hanno visto creare serie di opere capaci di segnare i tempi. In particolare, i monocromi postinformali, i “Paesaggi anemici” ed i “Paesaggi tv” gli sono valsi l’appellativo di “Andy Warhol italiano”, grazie anche ai primi dipinti dedicati ai loghi della Esso o della Coca Cola. Tra le opere spicca uno dei primissimi monocromi, verde, un autoritratto di grandi dimensioni (due metri per due) esposto in una recente mostra degli Uffizi di Firenze (“Moi!”) e una grande tela dedicata al suicidio dell’amico Lo Savio, più diversi smalti su carta, alcune delle prime Palme del 1970 e un Albero della vita del 1970, retaggi dell’infanzia libica dell’artista e simbolo di un ritorno alla natura che Schifano opera in modo compiuto negli anni Ottanta. In mostra è presente anche un capolavoro come Futurismo rivisitato, del 1960.
“Questa mostra” spiega Nicola Davide Angerame, “offre un concentrato di opere significative del primo Schifano e permette di conoscere intimamente un artista che è stato un sismografo della cultura di quei due decenni, prima che diventasse anche lui un marchio e fosse fagocitato dal successo, dalle sue gioie è soprattutto dai suoi dolori. Mario Schifano ha rappresentato anche un modello di artista dal pensiero libero, ironico e caustico in un’epoca di conformismi e ideologie. Un outsider nel centro di Roma”.