
Una delle più grosse emergenze del mondo animalista è diventata, anno dopo anno e sempre più intensamente, quella della fauna selvatica ferita ed in difficoltà che viene rinvenuta o segnalata non solo nelle campagne e nei boschi ma nelle spiagge e negli ambienti urbanizzati.
Basti pensare che i volontari della Protezione Animali savonese, che negli anni ’80 raccoglievano una ventina di passeri, gabbiani, colombi o merli all’anno, nel 2013 hanno soccorso 1.678 animali selvatici, di cui 59 esotici; tra essi 105 rondini e rondoni, 104 tortore, 100 merli, 76 passeri, 33 ricci, 16 civette.
Un lavoro immenso, quello portato avanti dai volontari dell’ENPA. Per attirare nuovi collaboratori già due volte negli anni passati l’associazione aveva organizzato corsi di apprendimento, tenuti da veterinari qualificati, per portare i primi aiuti agli animali selvatici bisognosi e, senza mai sostituirsi ai veterinari, continuare l’assistenza fino alla guarigione ed alla successiva liberazione in natura.
Nelle prossime settimane ne verrà organizzato un terzo, in sede ed orario da stabilirsi, che verrà tenuto da un’esperta internazionale, la dr.ssa Daniela Maldini, che ha svolto attività di studio e cura nei più prestigiosi centri di recupero di fauna selvatica mondiali e che si trova in provincia di Savona per motivi famigliari.
Il corso è gratuito e sarà costituito da sei incontri: “Scopo fondamentale è quello, sempre senza mai invadere il campo dei veterinari che curano gli animali – dicono i volontari – di fornire nozioni base di primo soccorso e di gestione dei soggetti nella fasi di ricovero, riabilitazione e liberazione finale; ma anche quello di attirare nuovi collaboratori che si affianchino ai pochi e stanchi volontari della Protezione Animali già all’opera”.