
Albenga. “130 mila imprese chiuse. 180 mila disoccupati. Tutto questo, con Equitalia alle calcagna, come un piranha, delle aziende che non riescono a sopravvivere. Basterebbero questi drammatici e allarmanti numeri a giustificare le manifestazioni di dissenso che si registrano in tutta Italia da alcuni giorni. Una iniziativa che non riguarda categorie precise, ma persone in difficoltà, accomunate dal disagio, dallo sconforto, dalla frustrazione. Come sempre, è singolare notare quanto il Pd albenganese, di fronte a certi fenomeni, se ne stia arroccato nella sua torre di partito, bene al sicuro e lontano dalle esigenze della gente” Lo dichiara Eraldo Ciangherotti, ex assessore ai Servizi Sociali del Comune di Albenga ed esponente del club azzurro di Forza Italia.
“La cosa più importante che la compagine del Pd albenganese ha pensato di evidenziare, oggi, è che la protesta “è poco democratica”, per i disagi alla viabilità pubblica. Questa è la prova provata che in casa Pd non solo non hanno ancora capito quando stare zitti, ma anche dimostrano la completa ignoranza di quelli che sono stati negli ultimi tempi i tanti campanelli di allarme suonati sullo stato di emergenza che vivono in Italia i lavoratori”.
Prosegue Ciangherotti: “Forse, a loro, le proteste piacciono solo quando ci sono i sindacati di mezzo. Solo quando si marcia con le bandiere della pace o con stropicciate bandiere rosse, ormai messe al bando anche dal loro leader Renzi. Solo quando si manifesta contro Berlusconi. Sarebbe stato più naturale e comprensibile, per un partito anticamente vicino ai disagi della gente, fare meno difesa d’ufficio del Governo, di Napolitano, e magari della poltrona del loro parlamentare “abusivo” Franco Vazio conquistata con tanta fatica (ovvero con il premio di maggioranza incostituzionale per sentenza della corte costituzionale). E magari, se non scendere in piazza direttamente per manifestare pacificamente, accanto ai giovani studenti che denunciano il proprio disagio, almeno tentare di capirli, anziché deriderli con aria di presunzione, arroganza e complesso di superiorità”.
“Non saranno, questi ragazzi, lavoratori, non avranno in tasca tessere di partito, non avranno ancora capito le regole del mercato. Non saranno renziani della prima, seconda, terza ora come la vetusta Simona Vespo, ma essi pur sempre vivono nelle famiglie dove il tasso di disoccupazione colpisce i loro familiari e amici. Peccato che il Pd partecipi solo alle manifestazioni radical chic della Cgil a favore dei privilegi, degli imboscati e degli statali. Forse, per questa ragione, la loro capacità di stare in mezzo al popolo è arrivata al capolinea” conclude Ciangherotti.