
Savona. E’ una vera e propria provocazione quella lanciata in queste ore da Livio Di Tullio e che ha come obiettivi il questore e il prefetto di Savona, ritenuti troppo blandi e permissivi nei confronti del manifestanti che, da più di due giorni, tengono in scacco la città.
Il vice sindaco savonese affida a Facebook un messaggio che ha il tono dello sfottò e nel quale sottolinea che gli unici servizi che hanno funzionato sotto la Torretta sono stati il servizio mensa del Comune agli asili e alle scuole. “Visti i risultati – chiede Di Tullio – si potrebbero mettere il dirigente dei Servizi sociali del Comune in questura e Isabella Sorgini in prefettura?”.
E ancora: “Il diritto a manifestare è costituzionalmente garantito. Il diritto a muoversi, lavorare, spostarsi è costituzionalmente garantito. E’ responsabilità dello Stato fare in modo che entrambi i diritti possano essere esercitati senza che l’uno impedisca l’altro. Prefetto e Questore devono ottenere questo risultato. Senza accampare scuse” è il deciso e indignato appello del vice sindaco.
Frasi che hanno attirato molti “mi piace” e aperto una discussione online e che si vanno ad aggiungere alle dichiarazioni del primo cittadino, Federico Berruti, che ha parlato di una protesta non democratica e che vede il rischio di adolescenti strumentalizzati (“qui il rischio è che si strumentalizzino l’inesperienza e la passionalità tipiche dell’adolescenza” sono state le esatte parole del sindaco davanti alla partecipazione ai cortei di tanti giovanissimi).
Intanto, si sta valutando la costituzione di parte civile del Comune nei confronti di coloro che saranno oggetto di denuncia all’autorità giudiziaria per i danni arrecati alla città in occasione delle manifestazioni avvenute ed in corso a Savona. E oggi inizia una nuova giornata dai risvolti imprevedibili.
Al momento la situazione risulta tranquilla sotto la Torretta dove vi è un presidio delle forze dell’ordine; calma assoluta nei pressi della sede di Equitalia dove i manifestanti avevano minacciato di riversarsi, mentre in piazza Saffi vi è il punto di ritrovo dei “forconi savonesi” con circolazione bloccata. Si tratta per lo più studenti che cantano a squarciagola: “Il futuro siamo noi!”.