
Cairo M. Tentata estorsione, rapina e violenza privata. Erano le accuse contestate ad un trentenne nigeriano, Steven Otasowie, che secondo l’accusa aveva cercato di raggirare la donna, più vecchia di lui, con la quale aveva una relazione da circa tre anni. Lei, classe ’47, di Cairo, non avrebbe mai fatto mancare regali al suo giovane compagno, che abitava a Ceva.
Nel 2010 però l’uomo avrebbe minacciato di lasciare la signora per andare ad arruolarsi nella Legione Straniera. A quel punto la donna l’avrebbe pregato di non lasciarla e lui per tutta risposta le avrebbe chiesto settemila euro (di qui l’accusa di tentata estorsione). Inoltre, durante una delle loro discussioni, Steven Otasowie avrebbe strappato di mano il cellulare alla donna e poi avrebbe cercato di costringerla ad andare in banca a prelevare dei soldi (violenza privata). Episodi che la sessantenne aveva poi denunciato portando all’arresto dell’uomo. Durante le indagini era anche emerso che il nigeriano aveva anche almeno una seconda relazione clandestina con un’altra donna valbormidese.
Questa mattina lo “gigolo”, difeso dagli avvocati Andrea Frascherelli e Carlo Risso, ha patteggiato due anni e quattro mesi di reclusione e 600 euro di multa. Al termine del processo è stato scarcerato e trasferito ai domiciliari a casa della sorella a Parma.