
Savona. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne Savona si trasforma nel teatro per “#25novembresempre”, un evento interamente dedicato a questo tema. Ad organizzare la manifestazione, che sarà ospitata alle Officine Solimano, è la Regione Liguria. Quella di oggi vuole essere un’occasione per incontrarsi e dialogare, soprattutto con i più giovani.
Saranno proprio i ragazzi i protagonisti della manifestazione, organizzata dall’Assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità della Regione Liguria, che ha preso il via alle 9 di oggi. La giornata proseguirà fino alle 23 con ben 14 ore di convegni, dibattiti, mostre, musica, cinema e teatro: una vera e propria full immersion nelle molte, drammatiche sfaccettature di un fenomeno che riguarda molte donne e ragazze.
La violenza sulle donne è un fenomeno trasversale, indipendente da fattori come l’età, il titolo di studio, il reddito, la condizione sociale: la giornata savonese organizzata dalla Regione è un’occasione importante per mettere a confronto le esperienze di operatori del settore, studenti, protagonisti della politica, del mondo del lavoro e della cultura, in un dialogo tra generazioni.
“#25novembresempre” è inoltre l’occasione per presentazione dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne, un importante strumento di analisi e prevenzione a supporto degli operatori. La manifestazione sarà anche interattiva viste le tante modalità per partecipare pur non essendo presenti fisicamente: seguire i convegni (Essere amata…, Essere donna…, Io ci sono) e la presentazione dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne in diretta streaming sul sito di Regione Liguria; ascoltare i convegni (Essere amata… ed Essere donna…) in diretta sul sito di Radio Jeans Network; leggere gli aggiornamenti sulla pagina dedicata all’evento su Facebook; partecipare su twitter con l’account Giornale della Giunta, intervenendo con gli hashtag #25novembresempre e #iocisonosv.
Alla vigilia della manifestazione, ieri, non è mancata nemmeno una polemica. A finire nel mirino da parte di alcuni comitati e organizzazioni femminili è stato il manifesto con cui veniva pubblicizzato l’evento: la schiena di una donna con la scritta “fragile”. A rispondere agli attacchi è stato l’assessore regionale alle pari opportunità e al welfare Lorena Rambaudi: “Dispiace per le polemiche che sono state innescate dal manifesto di grafica sociale con la scritta fragile che ho adottato in occasione della manifestazione di Savona per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il mio obiettivo era quello di utilizzare l’espediente della provocazione e del pugno nello stomaco per riflettere e dibattere su un argomento così delicato e importante che non era naturalmente mia intenzione banalizzare o ridurre a stereotipo”.
“Un manifesto di grafica sociale non dovrebbe mai essere un punto esclamativo – spiega Rambaudi – quanto piuttosto un punto di domanda, per suscitare un dialogo sincero e fruttuoso. L’obiettivo, la missione sociale, spesso si compie proprio attraverso l’espediente dell’irriverenza, alcune volte toccando corde meno istintive ma più profonde e altre informando, colmando lacune”. L’assessore Rambaudi dispiacendosi per le polemiche suscitate precisa che il “manifesto è uno strumento non la risposta. Non è compito dei grafici dare risposte di carattere sociale, ma della comunità, della politica”.
“In particolare – precisa ancora l’assessore – il manifesto in questione è stato realizzato da una giovane designer savonese ancora studentessa proprio per un evento che ha come tema la violenza sulle donne e l’obiettivo della scelta grafica era dunque di parlare di questo problema per trovare soluzioni comuni, smuovere emozioni contrastanti e soggettive. La fragilità è un valore? Una debolezza? Uno stereotipo? Un dato oggettivo? Come nei celebri manifesti di Oliviero Toscani, anche qui il significato sta negli occhi di chi guarda, ma la funzione è oggettiva e centrata: stimolare, far uscire dal silenzio”.
“Mai come per questo tema – conclude Rambaudi – è importante che tutto questo accada, che emerga che se ne parli, perché non resti tra le mura, che siano quelle vere di una casa come quelle ancora più resistenti e purtroppo difficili da abbattere di una coscienza, intima o collettiva”.