
Savona. “Comitato autonomo Pompe Funebri e Marmisti Italiani” è l’intestazione e la firma del volantino-comunicato apparso oggi, in occasione della celebrazione del giorno dedicato ai defunti, nelle vie di Savona. I fantomatici esponenti del comitato di onoranze mortuarie se la prendono con il fronte no carbone perché “se venissero spenti i gruppi a carbone nella nostra città, ci sarebbe una caduta verticale delle nostre attività”.
“Ormai purtroppo si è diffusa la notizia di come le nanopolveri prodotte dalla combustione del carbone producano un grande beneficio sul numero di funerali effettuati. La nostra è la principale attività del cosiddetto ‘indotto’ della centrale, e si è sviluppata proprio intorno a tale business. In una fase di crisi economica acuta, non si può stare con il ‘partito dei no’ come fanno alcuni medici e ambientalisti” si legge nel testo.
“La protesta si unisce a quelle di alcuni giorni fa dell’CMI cittadino, il Comitato autonomo dei Marmisti Italiani, produttori di lapidi, i quali avevano paventato un calo di vendite qualora la centrale a carbone lasciasse il nostro territorio. Fare impresa nel comparto funebre sta diventando sempre più difficile; è disdicevole come, al di là dell’aiuto di alcuni amministratori locali, la città e i comitati siano così ostili in modo preconcetto al legittimo sviluppo delle nostre attività” si legge ancora nel volantino satirico.
Il volantino prosegue sferzante: “Anche le sigle sindacali autonome di categoria, la CIP (Confederazione Italiana Pompe funebri), la CIOP (Comitato Italiano Onoranze e Pompe funebri), insieme alla UIM (Unione Italiana Marmisti), si allineano perfettamente alle posizioni degli imprenditori del ‘trapasso'”.