Regione. Possono coesistere navi e balene nel Santuario per la Protezione dei Mammiferi Marini in Mediterraneo? A questa domanda daranno risposta, in un convegno organizzato da Legambiente a Genova, mercoledì prossimo a Palazzo San Giorgio, il mondo della ricerca, quello industriale, dello shipping e delle Istituzioni.
Lo spazio marino meditterraneo è un’area fortemente antropizzata dove intenso è il traffico marittimo. Sono oltre 2.000 i traghetti, 1.500 i cargo e 2.000 le imbarcazioni commerciali, di cui 300 navi cisterna, che operano giornalmente in questo mare, con un traffico annuo complessivo di circa 200.000 imbarcazioni di grandi dimensioni. Contemporaneamente si concentra qui un’importantissima biodiversità, sia per varietà che per quantità, ed un grande numero di hot spot e di aree protette.
Il Santuario Pelagos è la prima area protetta d’alto mare per la protezione dei mammiferi, nata grazie all’accordo sottoscritto nel 1999 tra Francia, Italia e Principato di Monaco. Un’area internazionale di oltre 8 milioni di ettari, che è regolarmente frequentata da consistenti popolazioni di Balenottere comuni e Stenelle, Capodogli, Grampi, Tusiopi, Globicefali e Delfini comuni. La realizzazione del Santuario prevede l’intensificazione dell’attività contro l’inquinamento di qualsiasi origine che possa avere impatto sui mammiferi marini e sui loro habitat, la soppressione progressiva degli scarichi tossici derivanti da fonti a terra, il divieto di catture o turbative intenzionali dei mammiferi marini, la regolamentazione o divieto di competizioni a motore.
Il convegno “Traffici marittimi e Santuario dei mammiferi marini. Politiche, pratiche ed esperienze per una convivenza possibile” è patrocinato da: Ministero dell’ Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Autorità Portuale di Genova, Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Accobams, Pelagos.