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Docenti precari, in tre da Albenga a Roma per protestare davanti al Ministero

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Docenti precari, in tre da Albenga a Roma per protestare davanti al Ministero
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Albenga. La protesta dei docenti liguri non abilitati e iscritti al PAS è arrivata a Roma, davanti al MIUR. Insieme ai tanti manifestanti nella Capitale sono arrivati anche tre albenganesi che, insieme ad un collega di Arma, hanno scelto di essere in prima linea per far sentire la loro voce.

I docenti, che si ritrovano nel gruppo facebook “Docenti PAS Liguria”, hanno manifestato contro i ritardi nell’attivazione dei Percorsi Abilitanti Speciali annunciati dall’ex Ministro Francesco Profumo due anni fa, e non ancora avviati e poi contro l’ipotesi di riapertura anticipata delle graduatorie d’Istituto che destabilizzerebbe i delicati equilibri su cui si regge l’anno appena iniziato.

Uno degli interventi più significativi nella protesta è arrivato da Luca Mazzara, insegnante precario, che ha mandato una lettera rivolta al Ministro Maria Chiara Carrozza, tentando di fare il punto sulla questione del merito, spesso associato a test selettivi sostenuti dai giovani laureati per accedere al tfa (tirocinio formativo attivo) ma non alla decennale esperienza in classe degli insegnanti di III fascia.

Di seguito riportiamo la lettera per intero: “Non c’è merito per chi, da due anni, attende che le dichiarazioni ufficiali dell’ex ministro Profumo diventino realtà. Non c’è merito per chi, da oltre dieci anni entra con passione e responsabilità nelle scuole italiane, permettendo al MIUR di assolvere il suo compito. Non c’è merito per chi, con grandi sacrifici, insegna in tempi di crisi dando valore a questa
professione, e speranza alle generazioni future”.

“Non c’è merito per chi da giorni fa lo sciopero della fame per essere ascoltato da lei. Non c’è merito per chi avvia l’anno scolastico, le programmazioni, i progetti, i piani educativi personalizzati, le commissioni, e poi a gennaio viene sostituito dall’avente diritto. Non c’è merito per chi a dicembre informa i genitori che si presentano al ricevimento generale, che il progetto elaborato per i loro figli, dovrà essere ridiscusso col nuovo docente, che… ha diritto a quel posto. Non c’è merito per chi ascolta la rabbia e le lamentele dei genitori di alunni disabili che si vedono cambiare figura di riferimento a metà anno. Non c’è merito per chi anno dopo anno, affina le sue capacità di far lezione, tenere la classe, ascoltare e capire gli alunni anche in condizioni difficilissime (degrado sociale o famigliare, classi pollaio, classi ghetto…). Non c’è merito per chi arriva a scuola senza abilitazione, insegna ai colleghi di ruolo ad usare la LIM, rispolvera dagli scatoloni materiale dimenticato e attiva laboratori e da vita ad iniziative varie”.

“C’è merito invece per chi, neo abilitato, chiede decreti ‘ad personam’ per far riaprire le graduatorie incurante di ciò che questo comporta, per il solo tornaconto personale, e in barba alle condizioni alle quali si è abilitato. C’è merito per chi divide i docenti, aizzando le diverse categorie (docenti in ruolo, docenti gae, sissini…) contro i colleghi abilitandi, al solo fine di ottenere un provvedimento ‘ad personam’. C’è merito per chi mette in piedi vergognose battaglie denigratorie contro colleghi che, non certo per colpa loro, hanno servito lo Stato per oltre dieci anni. C’è merito per chi si organizza su internet per apparire bello e pulito nei presidi che La seguono in ogni città, ma falso e sporco nel mondo virtuale”.

“C’è merito per chi si autoincensa in seguito a tre durissime prove definendole concorsuali, e tacendo la vergogna e lo scandalo degli abbuoni e delle domande errate. C’è merito per chi si organizza per far ‘saltare’ la piattaforma di istanze on line con false iscrizioni al PAS al fine di ritardare o bloccare la procedura. C’è merito per le università che vogliono opporsi al PAS, le stesse università e gli stessi docenti a cui Lei ha ricordato che devono ai cittadini italiani lavoratori il loro stipendio e i loro finanziamenti (i docenti PAS forse non pagano le tasse?)”.

“Onorevole Ministro, sta a lei dimostrare che solo nella scuola il merito si acquisisce con gli esami e non con l’esperienza, sta a lei dimostrare che i precari non abilitati sono figli di un ‘ministero minore’, sta a lei sancire definitivamente il merito ad personam… Oppure no. Basterebbe un semplice ringraziamento ai precari non abilitati, basterebbe ascoltare anche le loro istanze, basterebbe ricordare che PAS e TFA sono figli dello stesso decreto per evitare migliaia di ricorsi (perché tanto con lo Stato si dialoga solo così) e per porre fine ad una vergognosa contrapposizione tra docenti… perché, mi creda, in tanti anni, le mie energie e le mie proteste all’interno della scuola sono state utilizzate per finalità così alte, che ancora non mi sembra possibile dover essere costretto, oggi, a difendere la mia dignità e la mia professionalità dagli attacchi di chi, per scopi personali, la sminuisce e denigra”.

Redazione
13 Settembre 2013 alle 15:29
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