
Vado L. “Il sito di Vado Ligure, con i suoi più di 100 anni di storia è stato un punto di riferimento per tutto il savonese industriale, ma oggi versa in una situazione molto critica. Dieci anni fa passò sotto la gestione canadese Bombardier e da allora nessun investimento per rendere moderne e competitive le infrastrutture è stato compiuto. Ora che il banchetto sembra finire, a pagare saranno 195 dipendenti: 145 operai e 50 impiegati”. Così il Pcl savonese interviene sulla crisi della Bombardier a Vado Ligure.
“La concertazione tra l’azienda e il sindacato prometteva la cassa integrazione per ristrutturazione, mentre oggi proseguendo con le false promesse degli ultimi tempi, si ufficializza quella per crisi. Ciò è inaccettabile per tutto il mondo del lavoro, non solo per la nostra provincia già massacrata, da Albenga alla Valle Bormida, da Albissola a Savona…”
“Dimostra ancora una volta l’urgenza di una risposta di classe, altrettanto forte, da parte degli operai: ogni dialogo col padrone, a questo punto, è solo un’ulteriore mediazione al ribasso. Di fronte ad un colpo mortale come questo, di fronte a tanta arroganza, gli strumenti di lotta non possono ridursi a mezz’ora di sciopero: il folklore non appartiene per tradizione al movimento operaio. Il Partito Comunista dei Lavoratori chiede ai lavoratori e alle sigle sindacali una svolta, chiede coraggio e parole d’ordine quali sciopero ad oltranza, occupazione della fabbrica e unificazione della lotta con le altre realtà aziendali in crisi, fino ad avanzare la richiesta fra le cosiddette istituzioni la nazionalizzazione della Bombardier stessa. Occorre dare un segnale inequivocabile, perché le dirigenze padronali, i grandi capitalisti concedono qualcosa solo quando hanno paura di perdere tutto”.