
Liguria. Bagarre in Regione sulla legge elettorale. Ad inizio seduta del consiglio, infatti, il presidente Rosario Monteleone ha annunciato che non sarebbe stata discussa oggi, ma rimandata. A quel punto è esploso il caos, prima con un intervento molto “animato” del consigliere Armando Ezio Capurro e poi del capogruppo del Pdl, Marco Melgrati.
Nonostante i numerosi richiami del presidente gli animi hanno continuato a surriscaldarsi e buona parte della minoranza ha abbandonato l’aula, ma non senza discussioni. Monteleone non ha potuto che sospendere il consiglio per indire una riunione urgente dei capigruppo.
“Avremmo voluto discutere la proposta di legge elettorale presentata dal Consigliere Chiesa in Consiglio regionale questa mattina, purtroppo l’Ufficio di Presidenza, benchè tutta la Minoranza ed una parte della Maggioranza fosse d’accordo, in maniera pilatesca si è appellato al regolamento per non affrontare questa legge che prevede l’abolizione del listino” commenta il capogruppo del Pdl Marco Melgrati a commento di quanto avvenuto in Aula questa mattina.
L’esponente del Pdl spiega: “Purtroppo è in atto una manovra che non ci piace da parte del Presidente del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta i quali vogliono portare avanti una proposta di legge che prevede il mantenimento del listino, strumento utile solo a mantenere equilibri interni agli schieramenti facendo eleggere personaggi senza che questi vengano sottoposti al vaglio del cittadino elettore”.
Continua Melgati: “E’ una porcata inaccettabile che dà la sensazione ancora una volta che la politica voglia preservare la casta, quella dei nominati. Se non si è ancora capito che i nominati nella politica devono sparire è meglio che andiamo tutti a casa. Pertanto abbiamo deciso di abbandonare i lavori e uscire dall’aula in quanto non è stata data priorità alla volontà del consiglio regionale che l’organo è sovrano”.
“Personalmente chiedo scusa al Presidente Monteleone per le parole che ho usato nei suoi confronti, ma ritengo che la democrazia debba passare attraverso la volontà del Consiglio Regionale e dei suoi consiglieri regionali, per lo meno quelli eletti attraverso l’espressione della preferenza i quali rappresentano i cittadini all’interno dell’Assemblea Legislativa regionale”, conclude Marco Melgrati.