
Alassio/Albenga. Avevano organizzato in casa un vero e proprio banco dei pegni della droga, “rimpinguato” da clienti che non avevano il denaro necessario per pagare lo stupefacente e sostituivano i contanti con la cessione di pc portatili, telefoni cellulari, documenti (tra cui patenti e carte d’identità) e orologi.
I carabinieri di Alassio li hanno arrestati dopo mesi di indagini, partite dalla vicenda che ha coinvolto, ai primi di giugno, un ventiquattrenne dalla doppia nazionalità italo-argentina, Nicolas Emanuel R., atleta tesserato per una società calcistica alassina e finito in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Con lui erano stati denunciati anche tre alassini poiché, a seguito di perquisizioni domiciliari e personali, erano stati trovati in possesso di piante di marijuana, coltelli e tutto l’occorrente per confezionare la droga.
Da allora i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Alassio non si sono fermati, e hanno condotto ulteriori indagini per scoprire chi avesse rifornito l’atleta italo-argentino. E’ qui che sono saltati fuori i nomi di due marocchini – Ahmed B. e Hamid B., residenti ad Albenga e uno dei quali pregiudicato – ideatori dello “stupefacente” banco dei pegni.
Nella loro abitazione ingauna, è stato trovato un vero e proprio laboratorio con 60 grammi di cocaina purissima in cristallo pronta per essere tagliata e 29 dosi già confezionate, oltre a migliaia di euro in contanti. Nell’attrezzato appartamento c’era tutto il necessario per pesare, tagliare e confezionare la cocaina. I due giovani marocchini si è scoperto vendevano sia ad altri piccoli spacciatori (come il calciatore alassino), sia al dettaglio, accettando contanti così come oggetti preziosi in cambio della cessione della droga.
All’inizio i carabinieri hanno pensato si trattasse di oggetti rubati, e solo chiamando i proprietari, hanno scoperto, con non poca sorpresa, che si trattava di documenti e oggetti lasciati in pegno per avere la merce desiderata.
Per concludere in bellezza le proprie performaces e cercare di sfuggire all’arresto, Ahmed B. ha pensato bene di colpire più volte un carabiniere ed è stato arrestato anche per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.