
Regione. “In un momento di grave crisi economica per il comparto dell’edilizia la burocrazia e i vincoli ideologici dei funzionari regionali stanno ammazzando l’impresa privata legata alla filiera dell’edilizia. Troppi i vincoli, troppe le pastoie burocratiche, troppi i dinieghi non basati sulle norme ma sulla interpretazione eccessivamente restrittiva e marcatamente ideologica falso-ambientalista degli uffici della regione, che riflettono il pensiero della componente della ultrasinistra radicale che però non è maggioranza nella compagine della maggioranza di sinistra-centro della Regione Liguria, ma la fa da padrona nelle scelte”. Così rimarca il Capogruppo del Pdl Marco Melgrati che continua: “Si vedano la proposta di revisione in senso penalizzante della legge sui sottotetti, la proposta del P.t.r. regionale, la proposta sull’aumento degli oneri di urbanizzazione, la nuova legge sulla Vas, con una giunta ostaggio di Sel nelle scelte, la legge sugli alberghi, modificata in senso restrittivo per l’iniziativa di “un solo” consigliere, che è riuscito nell’intento di appesantire una legge di per sé non liberale”.
“Inoltre, la grave crisi economica e la scarsa disponibilità di capitali hanno progressivamente ridotto le nuove iniziative imprenditoriali, gli investimenti ed i progetti di sviluppo per il futuro. Il numero delle istanze tese all’autorizzazione di permessi di costruire attinenti edifici o impianti industriali e artigianali e alberghi o residenze turistiche appaiono in calo e, soprattutto, sembra essere in calo la percentuale dei i progetti assentiti e approvati rispetto a quelli presentati! Le recenti normative e strumenti di pianificazione regionale sono state attuate nella logica di protezione del territorio e dell’aggravamento dei vincoli alle trasformazioni come se l’economia fosse in fase di sviluppo piú o meno disordinato e l’emergenza fosse la tutela del suolo e dei valori ambientali e non quella occupazionale. In particolare l’attuazione delle verifiche di Valutazione Ambientale Strategica che accompagnano ogni variante urbanistica (nel caso in esame mi riferisco a quelle finalizzate alla realizzazione di attività produttive) ben lungi da orientare la progettazione degli interventi verso le piú avanzate tecnologie che riducono gli impatti degli edifici produttivi o delle produzioni, sembrano produrre un aumento delle pratiche bocciate dalla regione”.
“Con questa interrogazione a risposta urgente si chiede di conoscere quanti progetti, attinenti a varianti urbanistiche finalizzate alle realizzazione di edifici produttivi o impianti e alberghi o residenze turistiche sono state esaminate, sia nell’ambito della Valutazione ambientale strategica che dai competenti uffici dell’urbanistica per i necessari assensi, pareri o autorizzazioni di competenza regionale dal 1 gennaio 2010; quanti di essi hanno avuto esito favorevole e quanti sono stati rigettati o gravati di prescrizioni che ne hanno impedito la realizzazione. Si chiede anche di conoscere quanti procedimenti, nei temi di interesse, sono in corso da oltre 12 mesi e non hanno avuto compimento. Si chiede dati alla mano al presidente della Regione una valutazione di commento rispetto all’azione della Regione finalizzata allo sviluppo di iniziative economiche capaci di generare ricchezza e occupazione” conclude Marco Melgrati.