
Savona. La Commissione Lavoro della Camera ha iniziato ieri l’esame del decreto “del Fare” (D.L.69/2013) per la parte che riguarda la semplificazione di una serie di adempimenti delle imprese in materia di regolarità contributiva e sicurezza sul lavoro.
Per il gruppo del partito Democratico è intervenuta Anna Giacobbe. La deputata savonese ha sostenuto che “la semplificazione delle procedure e degli adempimenti per le imprese e per i cittadini deve essere un imperativo; la soluzione non sono le scorciatoie; proprio le imprese, quelle in regola, hanno interesse a che le regole essenziali continuino a presidiare le correttezza della concorrenza”.
“L’obiettivo deve essere semplificare e rendere più veloci le procedure, non prendere atto della loro lentezza e farraginosità e consentire di aggirare o rinviare il rispetto delle regole”.
Vale in generale, in particolare per la questione dei tempi di validità del DURC (il documento che attesta il regolare versamento dei contributi), che il decreto dilata sino a 180 giorni. “Non siamo d’accordo su questo punto” ha detto Giacobbe “Ci sono spesso difficoltà delle imprese ad avere le certificazioni in tempi brevi, noi dobbiamo affrontare quel problema; allungare semplicemente i tempi di validità potrebbe avvantaggiare imprese che utilizzerebbero questa norma perché non sono in regola; ciò tra l’altro si scaricherebbe su altre imprese, le aziende madri nella catena degli appalti”.
Giacobbe ha invece sostenuto la validità della norma che estende la possibilità di compensare crediti vantati dall’impresa verso la Pubblica Amministrazione e il valore dei contributi da versare da parte dell’impresa stessa. “E’ intollerabile per le imprese avere crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione ed essere escluse dall’affidamento di lavori perché, per quello stesso motivo, non riescono a pagare i contributi”.
A proposito degli obblighi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro, Anna Giacobbe ha affermato che “da un lato, va salvaguardato il fatto che la formazione ci sia e sia adeguata, proprio perché una certa parte degli infortuni e dell’esposizione a fattori nocivi dipende dai comportamenti dei lavoratori, che derivano spesso dalla mancanza di adeguate informazioni e avvertenze (la cosa vale a maggior ragione per chi ha un rapporto di lavoro precario); dall’altro è giusto preoccuparsi di non caricare sulle aziende (ed anche sui lavoratori) doppioni e passaggi inutili, e relativi costi”.
“C’è un sistema limpido e già previsto nella normativa per assicurare la sostanza ed eliminare carte inutili; è il libretto formativo (sul quale si annota la formazione ricevuta e che consente, tra l’altro, di non ripetere corsi già frequentati), che va generalizzato come strumento per semplificare la vita sia ai lavoratori, sia agli enti di formazione, sia alle imprese”.