
Albenga. Il “Progetto Colore” volto alla valorizzazione del centro storico ingauno e al centro di un botta e risposta tra Comune di Albenga e alcune associazioni e enti della città delle torri, deve essere oggetto di una meditata riflessione. Almeno secondo i gruppi consigliari del Pd e “Albenga è” che invitano l’amministrazione comunale a prendere in considerazione le obiezioni dell’Istituto degli Studi Liguri.
“Abbiamo letto le argomentazioni sollevato dall’Istituto Studi Liguri nel merito del piano del colore per il centro storico albenganese – si legge nella nota – Questo è stato adottato durante il consiglio comunale del 25 settembre con, anche, il voto favorevole della minoranza consigliare. Il voto favorevole era determinato dal fatto che si riconosceva nello spirito del piano una finalità di valorizzare ulteriormente il nostro centro storico. Lo studio per la redazione del piano era stato finanziato dall’Unione Industriali e redatto dall’autorevole pool di tecnici dell’Università di Architettura di Genova che, attraverso la ditta Boero spa, ne avevano promosso la predisposizione. Ovviamente, in buona fede, abbiamo considerato veritiere le analisi storiche inserite nella relazione descrittiva del piano. Ora, alla luce delle autorevoli argomentazioni formulate dall’istituto studi liguri, crediamo che una riflessione sull’argomento sia d’obbligo”.
“La struttura del piano si basa ovviamente su una ricostruzione storica, che se risultasse non veritiera, ovvero non documentata da opportuna bibliografia, potrebbe determinare una errata ricostruzione dei prospetti con le proprie reali colorazioni originarie – recita ancora la nota – Sarebbe opportuno fare chiarezza, quindi sospendere l’iter approvativo del piano colore, onde verificare la fondatezza delle due diverse e opposte tesi fondative”.
E ancora: “Non siamo affatto d’accordo su quanto dichiarato dal sindaco nelle ultime ore e ce ne dissociamo: crediamo che le argomentazioni formulate nel merito del piano non siano il frutto di una sterile polemica, ma una reale preoccupazione, da parte dell’istituto, per gli effetti non veritieri che lo strumento potrebbe generare. Ogni cosa può essere rivista e sicuramente migliorata, quindi proprio per queste ragioni non crediamo sia opportuno arroccarsi su una difesa ad oltranza di uno strumento che potrebbe essere rivisto e migliorato”.
“L’istituto svolgendo egregiamente la sua mansione ne formalizza le sostanziali osservazioni che se documentate da riscontri bibliografici assumono una importante e non trascurabile motivazione per rivedere l’argomento. Invitiamo già sin d’ora ad avviare una fase di pubblico confronto delle diverse tesi al fine di potere serenamente valutare la veridicità delle stesse” conclude la nota del Pd ingauno.