
Albenga. “Riguardo alla lettera inviata ai commercianti del centro storico, secondo cui per poter lavorare nelle quattro serate del Palio dei Rioni sarebbe necessario pagare una quota di adesione tra i 150 e i 450 euro, crediamo rappresenti una totale invenzione di questa amministrazione e del Vice Sindaco Nucera, che ci ha abituato a colpi di coda a suon di regolamenti” così recita una nota del Pd ingauno a proposito dei discussi “regolamenti” previsti in occasione della festa che si terrà tra i vicoli della città vecchia a partire dal prossimo 18 luglio.
“La normativa nazionale sulla liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, approvata dal Governo Monti, è molto chiara sul punto – si legge nella nota – Le amministrazioni comunali possono regolare l’attività degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici mediante l’esercizio del potere previsto dall’art. 50, comma 7, del d.lgs. 267/2000, graduando, solamente in funzione della tutela dell’interesse pubblico prevalente, gli orari di apertura e chiusura al pubblico. Con l’art. 31 del c.d. decreto ‘Salva Italia’ le attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande sono svolte senza i seguenti limiti e prescrizioni del rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio”; pertanto, il regime di liberalizzazione degli orari è applicabile agli esercizi commerciali e a quelli di somministrazione”.
“Quindi – prosegue il Pd ingauno – come affermato da sentenze recenti, va sospesa l’efficacia di ordinanze del sindaco o regolamenti comunali in contrasto con la legge statale, valendo il principio secondo cui ‘l’iniziativa e l’attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge’, derogabile soltanto in caso di accertata lesione di interessi pubblici tassativamente individuati (sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale, salute), che nella specie non possono, presuntivamente, ritenersi incisi”.
“Grazie alla liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, non crediamo che il potere dell’amministrazione di controllare la tutela dell’ordine pubblico e sicurezza possa coniugarsi con la chiusura delle attività commerciali per il solo fatto di non voler pagare una gabella, come ancora sostenuto dal vice sindaco. Gli esercizi commerciali sono dunque legittimati dalla legge a tenere aperto durante le serate del Palio, senza che l’amministrazione comunale possa imporre loro di chiudere – tra l’altro alle ore 17, ben prima dell’orario normale – per il solo fatto di non voler contribuire alle spese del palio” si legge ancora nel comunicato.
“E non crediamo che a questo proposito l’amministrazione comunale vorrà giustificare la chiusura con motivi di ordine pubblico o quiete, dato che per stessa ammissione del sindaco il Palio dei Rioni è l’attrattiva principale di un’estate all’insegna della ‘terapia di gruppo cittadina, in cui sarà ammesso, anzi sarà richiesto, il massimo divertimento per fare fronte ad un momento particolarmente critico che tende a portare tutti noi alla tristezza e non alla gioia’” conclude la nota, riportando sarcasticamente le dichiarazioni rilasciate qualche settimana fa dal sindaco a proposito della movida ingauna”.