Savona. La Corte Costituzionale ha giudicato illegittima la riforma delle Province, in quanto “non è materia che si può disciplinare con un decreto legge”. Decisione che rende merito a chi, come i presidenti delle Province, avevano sempre sollevato perplessità.
Tra questi, anche il numero uno di Palazzo Nervi, Angelo Vaccarezza, che commenta: “In questo Paese non si può certo violare la Costituzione. Questo noi lo sosteniamo da due anni. Il governo Monti non ha rispettato la Carta e noi abbiamo fatto ricorso alla Corte Costituzionale che ha detto che, con legge ordinaria, non si può mettere mano a un livello di governo previsto dalla Costituzione stessa”.
“Oggi di fatto si ricomincia, – continua Vaccarezza – peccato che lo dobbiamo fare dopo due anni in cui le Province che sono ‘scadute’ non hanno potuto votare il proprio presidente e, dunque, non hanno nessuno che sia autorizzato a prendere decisioni. Al loro posto ci sono commissari nominati dalla politica o prefettizi, non scelti dal popolo. E peccato che i tagli che l’ente ha dovuto subire in questi anni siano stati pazzeschi: abbiamo cercato di continuare a erogare i servizi ma, per forza, sono diminuiti di qualità”.
“Ora bisogna che si decida quali livelli di governo debbano rimanere sul territorio, quali siano le dimensioni di questi livelli, e valutare se 20 Regioni debbano davvero rimanere tali – sotiene il presidente della Provincia di Savona – Ci sono regioni talmente piccole che i loro bilanci non sono nemmeno paragonabili a quelli di alcune province italiane. Quindi decidiamo quale dimensioni ottimali debbano avere i comuni, gli enti intermedi, che si chiamino Provincia o no, e le Regioni e, insieme, rimodelliamo il Paese, rimettendo però al centro i bisogni della gente e non i posti e le poltrone. E a proposito dei poltrone, speriamo che il nostro studio dell’Upi sui 25 mila posti presenti nei consigli di amministrazione di questo Paese sia preso in considerazione: molti di questi possono essere tranquillamente chiusi e alcuni cda sciolti”.
“Noi in questi anni abbiamo incontrato i ministri governo Monti e quelli di Letta con proposte reali e concrete. Siamo amministratori e non politici, e guardiamo ai bisogni della gente, oltre a conoscere il territorio. Siamo quelli che non possono essere rieletti più di due volte, per cui non pensiamo ai nostri interessi. Questo paese deve cambiare, ma non violando la Costituzione e eliminando un livello di governo e basta, pensando così che si risolva il problama. Invece no: bisogna saper chi fa cosa, con che risorse e poi decidere gli enti che permangono e che dimensioni possano avere”.
Conclude Vaccarezza: “Il governo può procedere con decreto. Che faccia ciò che vuole, che forzi la mano, ma credo che questo governo, visto che contiene praticamente tutte le forze politiche, è ora che faccia un po’ gli interessi di tutti e non solo di alcuni. Bisogna mettere al centro degli interessi il cittadino, e non le poltrone su cui sedere”.