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Lettere

“Nuova” legge sull’edilizia sociale: le obiezioni di Ciangherotti

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Sulle case popolari una vera ingiustizia nella novità proposta dalla Regione. L’assessore all’Edilizia popolare Giovanni Boitano annuncia, infatti, questa mattina, dalle colonne di Repubblica, l’entrata in vigore, a breve, del diritto di successione ai figli e nipoti poveri che “ereditano” così l’affitto.

È pronta la bozza di revisione della legge sull’edilizia sociale, dedicata alle successioni delle case ma non solo, che sarà presto discussa in giunta e poi in Consiglio. Cambierebbe la norma attuale sulla possibilità di voltura di un alloggio, che prevede, in caso di morte dell’assegnatario, il diritto al subentro solo del figlio se presente nel nucleo familiare al momento dell’assegnazione.

Con l’approvazione della nuova modifica di legge, invece, la casa, sempre se permangono i requisiti di reddito necessari, potrà rimanere ai figli rientrati nel nucleo abitativo da almeno 3 anni e, novità assoluta senza precedenti, ai nipoti se vivevano con l’anziano da almeno 5 anni. La ratio della Regione Liguria? Un’ingiustizia che figli e nipoti al decesso dell’intestatario dell’alloggio debbano lasciare la casa. E per risolvere un’ingiustizia (quale?) in un colpo solo la Regione ne fa ben tre certe e sicure.

E allora perché questi figli e nipoti non devono concorrere con tutti gli altri soggetti che vorrebbero accedere alle graduatorie relative alla assegnazione delle case popolari? Il modo di operare dell’Arte sarebbe incostituzionale, con questa nuova norma, per grossolana violazione del principio di uguaglianza: blocca le graduatorie ed immette direttamente nel possesso dell’alloggio persone che non vengono valutate in relazione ai parametri posseduti dagli altri soggetti che, in caso di graduatoria, avrebbero titolo per essere preferiti nell’assegnazione. In una guerra tra poveri questo sistema discriminerebbe tante persone per evitare le graduatorie, senza tener conto delle nuove povertà. Tale modo di fare poi sarebbe socialmente grave perché, se la Regione spinge verso questa bozza di revisione della legge sull’edilizia sociale, lo fa esclusivamente per due interessi. Perché non solo non investe più in nuove costruzioni di case popolari, ma soprattutto perché non intende neppure mettere a bilancio capitoli di spesa per investire sulla messa a norma degli alloggi decaduti.

Infatti con il passaggio diretto per eredità un alloggio non più a norma per un affittuario nuovo va ancora bene per un figlio o nipote dell’intestatario e in questo modo non viene previsto l’intervento di adeguamento impianti elettrici, idrici e gas con la messa a norma prevista per legge. Infine, con questo sistema, mancando la disponibilità di alloggi liberi, verrà ridotta notevolmente la frequenza periodica dei bandi provinciali per l’assegnazione di alloggi. Chiunque, figlio o nipote che abbia abitato in una casa popolare, usufruendo con la co-abitazione, di un canone agevolato di affitto mediamente intorno ai 120.130 euro mensili per un trilocale, non può essere agevolato rispetto ad altri giovani che già hanno avuto la sfortuna di non avere casa popolare e per giunta si vedono declassati ingiustamente in una graduatoria dove magari qualcuno ha più interesse a rimanere povero che ad alzarsi al mattino e a scontrarsi con le dure leggi del mercato del lavoro per riuscire a pagare un affitto a libero mercato.

Fatta la legge, trovato l’inganno? Questa volta l’inganno lo forniamo già noi all’Assessore regionale Boitano prima che la proposta diventi legge. Con una norma del genere, infatti, favoriremo il ricongiungimento familiare finalizzato solo ed esclusivamente ad ottenere il trasferimento di residenza del parente nel nucleo del genitore o del nonno, costringendo così i giovani figli e nipoti a preferire a vita lo status di povero “bamboccione”e favorendo magari il lavoro in nero al posto di un impiego dichiarato e certo per non fargli perdere il diritto alla successione. Ecco perché rinnoviamo l’invito alla Regione Liguria di impegnarsi per trovare risorse economiche a favore di nuovi progetti di edilizia popolare, scegliendo una volta per tutte il bene della collettività anziché lo scriteriato assistenzialismo da decenni a favore solo degli unti del padrone…

Redazione
27 Giugno 2013 alle 12:19
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