
[thumb:6968:l]Albenga. Prolungamento della cassa integrazione fino a fine giugno per i lavoratori dello stabilimento Testa di Albenga. Il confronto tra le parti si è tenuto ieri nella sede savonese dell’Unione Industriali. La cassa integrazione riguarderà 30 dei 60 lavoratori del sito farmaceutico, contro i 20 della prima fase. In pratica tutto il personale giudicato in esubero dopo la decisione di sospendere la lavorazione del cacao. Una ventata di speranza, pur limitata nel tempo, per i dipendenti, che possono soltanto sperare in poltiche di rilancio dell’azienda e nell’ingresso di nuovi soci.
Negli anni lo stabilimento Testa ha conosciuto la riduzione progressiva dell’attività, con il risultato che oggi l’impianto produttivo ingauno risulta sovradimensionato, oltre che antiquato. E’ stato anche proposto il trasferimento in altra zona, in un capannone più piccolo ma dotato di attrezzature moderne, da finanziare con la vendita e la riconversione delle attuali aree di Leca. Ma per ora, prima di formulare ipotesi sul futuro, si tratta concretamente di evitare la chiusura della fabbrica: appare urgente recuperare il vecchio ruolo nel mercato del cacao. Attualmente prosegue a ritmo blando la produzione in polvere, ritenuta non più economicamente sostenibile, ed è stata sospesa la spremitura, mentre la produzione della caffeina va avanti, ma di fatto con un unico cliente, per quanto solido come il colosso Coca Cola.
Martedì prossimo i lavoratori dello stabilimento si riuniranno in assemblea per discutere l’accordo raggiunto sulla cassa integrazione. Le sorelle Angela ed Elisa Massone, attuali proprietarie della fabbrica, hanno detto ai rappresentanti sindacali di essere impegnate a cercare collaborazioni industriali.