
Cairo M. Abuso della professione medica e psicoterapica. E’ questa l’accusa della quale deve rispondere un quarantasettenne cairese, Alberto Torelli, che secondo quanto gli viene contestato avrebbe curato delle patologie attraverso l’ipnosi in assenza della necessaria abilitazione dello Stato italiano. La legislazione infatti prevede che per praticare tali tecniche si debba essere laureati in medicina e chirurgia oppure psicologia, un titolo che Torelli, laureato invece in scienze biologiche, non ha conseguito.
L’imputato, difeso dall’avvocato Paolo Brin, ha però ottenuto il titolo di ipnologo (“hypnotherapist”) professionista diplomandosi in Inghilterra in ipnositerapia (“Hypnotherapy Practitioner Diploma, HPD”) ed è docente e supervisore accreditato della Association for Professional Hypnosis and Psychotherapy (APHP, www.aphp.net) e della National Guild of Hypnotists (NGH, www.ngh.net). Titoli che in Italia, vista l’attuale normativa, non sono riconosciuti e regolamentati. La difesa di Torelli parte proprio da questo presupposto aggiungendo che l’imputato, davanti ai suoi pazienti, non si è mai spacciato per medico né ha promesso di curare patologie. Una versione confermata anche dai testimoni ascoltati durante il processo.
“Il dottor Torelli non tocca i pazienti, parla con loro. Una tecnica che, anche con una recente sentenza di Cassazione, è considerata ‘libera’ anche in Italia. Convincere un paziente che la paura di volare, l’astinenza da fumo o anche un dolore fisico sono superabili con l’autoipnosi, oltre che permesso dalla legge, funziona davvero.” aveva precisato la difesa del medico.
Questa mattina in aula si è conclusa la discussione durante la quale il pm, per quelle contestazioni che prendono le mosse da un esposto del 2010 al quale era seguito un controllo dei Nas, ha chiesto una condanna a 300 euro di multa. Il difensore ha invece chiesto l’assoluzione. Il processo è stato rinviato per repliche al prossimo 12 luglio.