
Andora. “Non ha saputo rispondere, ieri sera, il sindaco Franco Floris all’interrogazione consigliare che avevo presentato per chiedere chiarimenti in merito alla legittimità e al rispetto delle norme dello Statuto comunale sulla mia espulsione forzata dal gruppo consigliare di Viviandora e dalla Commissione finanze e bilancio”. Così l’ex consigliere di maggioranza Paolo Rossi torna all’attacco del primo cittadino andorese dopo la seduta del Consiglio comunale.
In altre parole, il sindaco Floris avrebbe dovuto chiarire alla cittadinanza intera se era autorizzato o meno ad allontanare dalla maggioranza, lo scorso fine gennaio, un consigliere comunale che non ne avesse fatto richiesta e di escluderlo dalla maggioranza, motivando le norme statutarie o altre per adottare il decreto dell’Ufficio del Sindaco n°2 del 2013. E invece no, il sindaco Franco Floris, non avendo dalla sua parte la legge per giustificare un decreto comunale, ha tirato in ballo la politica per dire che, seppure con il rischio di aver sbagliato, è comunque il gruppo Viviandora ad avere l’ultima parola sulla scelta di mantenere in maggioranza un consigliere o meno. In barba e contro ai principi democratici che, secondo la legge e lo Statuto comunale, prevedono che i membri del Consiglio comunale per controllare l’operato del Sindaco abbiano piena libertà di mandato” aggiunge.
“Viceversa ad Andora il sindaco si è arrogato il diritto di stravolgere le leggi per mantenere i propri equilibri politici interni. Ieri sera, durante il Consiglio comunale i cittadini di Andora e non solo, hanno compreso quanto l’unanimità di questa scelta tra sindaco e gruppo di Viviandora snaturi il principio democratico della libertà di coscienza nelle prossime scelte politico-amministrative e rischi di aprire ad una pericolosa deriva autoritaria che potrebbe limitare la libera scelta dei consiglieri sulle future pratiche da portarsi in Consiglio comunale” conclude Rossi.