
Altare. C’è preoccupazione fra sindacati e lavoratori per le prospettive della Cabur, l’azienda di Altare specializzata in mponentistica elettromeccanica ed elettronica. La direzione generale si era impegnata a stilare un piano industriale quinquennale che, illustrato alle parti presso l’Unione Industriali, ha alimentato dubbi sul presente e sul futuro occupazionale.
Il decremento delle richieste nel settore della morsetteria pone l’azienda in una fase delicata. Le previsioni sono quello di un fatturato dimezzato rispetto agli anni precedenti. Da qui una serie di procedure che dovranno verificare materiali e ciclo produttivo. Ma quello che preoccupa è la possibilità di esuberi tra il 32 e il 36% dei dipendenti. Per una realtà altarese che conta 110 lavoratori, si tratta tra le 30 e le 40 unità lavorative a rischio.
“E’ un sito innovativo perché nel 2006 le istituzioni tramite Ips lo avevano acquistato dalla Roland e venduto a prezzi convenienti alla Cabur, mettendo anche denari pubblici per completare l’impiantistica. Quindi chiediamo un intervento forte e preciso alle istituzioni stesse perché non venga in mente all’azienda di delocalizzare” commenta Andrea Pasa della Fiom Cgil.
“La Cabur è un’azienda importante, con un gran fatturato. Ci auguriamo che investano maggiormente in ricerca ed innovazione e che sia potenziato il mercato estero, dove l’azienda è già presente, come Brasile, Francia e Spagna. Ora però devono intervenire le istituzioni, perché è troppo facile prendere con le agevolazioni e poi lasciare a casa le persone”.