Lo scorso anno nella nostra Regione le imprese cessate furono più di 10 mila, circa 28 cessazioni al giorno e con circa 3 mila imprese fallite. Oggi la situazione è ancora più negativa, la nostra Provincia ha superato abbondantemente i 28 mila disoccupati e più del 60% dei lavoratori dipendenti occupati presso imprese private sono oggi interessati dagli ammortizzatori sociali.
Ci sono interi settori dell’industria, quello chimico e quello metalmeccanico che in pochi mesi sono quasi del tutto scomparsi dal territorio Savonese, e le chiusure di imprese industriali non accenna a fermarsi, anzi, a tutt’oggi – utilizzando tutta la tastiera degli ammortizzatori sociali – siamo riusciti a difendere il lavoro dipendente “strutturato”; da oggi in poi le ricadute occupazionali della crisi rischiano di tracimare verso i lavori “stabili” e le grandi Imprese ancora aperte.
La crisi ha spazzato via migliaia di micro e piccole imprese bruciando un patrimonio di competenze, risorse umane e imprenditoriali senza eguali, lasciando senza lavoro e speranza migliaia di persone. Nel settore metalmeccanico, soprattutto nel manifatturiero, le imprese cessate negli ultimi due-tre anni superano abbondantemente le imprese ancora attive e non vi sono in alcun comparto (aeronautico, ferroviario, componentistica auto, elettronico, navale, ecc.) segnali di ripresa per i prossimi mesi. Oggi i lavoratori delle piccole imprese che hanno perso il lavoro negli ultimi mesi sono addirittura senza alcun sostegno al reddito, visto che i denari degli ammortizzatori in deroga scarseggiano, nel mese di maggio hanno percepito le indennità di cassa integrazione di gennaio.
E’ ormai una tragedia, quella in cui si trovano migliaia di lavoratori in questo territorio, se non si interviene immediatamente rischiamo la desertificazione industriale della Provincia di Savona, la scomparsa del comparto meccanico, che è stato fino a qualche tempo fa fiore all’occhiello di questa terra per professionalità, innovazione ed esperienza. Istituzioni, Associazioni Datoriali e Organizzazioni Sindacali hanno l’obbligo e il dovere per ciò che rappresentano di salvaguardare quello che oggi ancora c’è in questa Provincia, concordando strategie di lunga gittata ma che non dimentichino quello che oggi giornalmente avviene.
E’ necessario che a partire dalle Istituzioni locali, passando per le Associazioni di Categoria Confindustria e Camera di Commercio in primis, ci sia in questo momento un’unità di intenti finalizzato al mantenimento dell’occupazione nel nostro territorio, osteggiando con tutti i mezzi licenziamenti e possibili decisioni degli imprenditori di delocalizzare le produzioni oggi presenti nella nostra Provincia. Non può essere solo un problema delle Organizzazioni Sindacali e dei lavoratori interessati dalla chiusure delle imprese, deve diventare l’elemento centrale della discussione politico-sindacale da oggi e per i prossimi mesi.
Nei prossimi mesi si apriranno altre vertenze che interesseranno grandi aziende del territorio, in alcuni casi anche storicamente radicate nella nostra Provincia; gli imprenditori non possono mettere in campo solo i licenziamenti e le delocalizzazioni delle produzioni come strumento risolutivo alla crisi generale di questo Paese, oggi più che mai c’è bisogno di investimenti e di ricerca di nuovi mercati e prodotti, è indispensabile difendere i settori strategici.
E’ il momento di un rinnovato impegno comune alla ricerca di una svolta; non è più possibile pensare di reagire alla crisi riducendo il personale, il lavoro degli uomini e delle donne è la risorsa più preziosa , contrariamente assisteremo responsabilmente ad un declino irreversibile.
Le continue delocalizzazioni che le Imprese in questo Territorio continuano a fare rendono ancora più drammatica la situazione in cui versa l’intero settore Metalmeccanico in Italia e soprattutto in Provincia di Savona; sono necessari interventi di politica industriale da parte del Governo e il sostegno delle istituzioni locali e delle Associazioni Datoriali per scongiurare il rischio della cancellazione del primo settore produttivo per numero di addetti del nostro Paese e della nostra Provincia.
Andrea Pasa
Fiom-Cgil