
Albenga. La crisi “sbiadisce” i volti in coda al Centro di Ascolto Caritas di Albenga, dove le richieste di pacchi alimentari, soldi, buoni pasto, o semplici consulenze, arrivano sempre più da chi è nato e vissuto qui.
A dirlo sono i dati relativi all’anno 2012, che testimoniano come il peggioramento della congiuntura economica sia andato soprattutto a discapito degli italiani. Il difficile momento storico, come si legge nero su bianco dalla relazione di fine anno dei soci ingauni, datata 19 aprile 2013, ha infatti come riflesso il “sorpasso del numero degli italiani su quello della comunità marocchina tradizionalmente preponderante”.
E così accade che su 697 passaggi presso lo sportello albenganese, 380 siano utenti che parlano la nostra lingua contro i 317 stranieri. Di più: tra i nostri connazionali sono ben 70 i “nuovi poveri”, la cui situazione è precipitata nel giro di pochi mesi, al punto tale da rendere necessaria la richiesta di un aiuto esterno.
“Per la stragrande maggioranza dei casi si tratta di persone che non riescono più a pagare l’affitto o le bollette – dice Pina Ambrosini, responsabile del Centro d’Ascolto Caritas di Albenga – Non manca chi, invece, chiede medicinali, perché anche curarsi sta diventando un lusso che non ci si può più permettere”.
I bisogni più evidenti sono legati allo stato di disoccupazione (368 gli utenti che hanno chiesto aiuto perché senza lavoro), di reddito insufficiente (357 persone), povertà estrema (51), nessun reddito (23), cattiva gestione del reddito (16), problemi amministrativi e psicologico-relazionali (24), e altri tipi di disagi vari (74).
“Ci sono famiglie con più di un figlio in forte difficoltà, ma la componente più numerosa è costituita da ex coniugi che, dopo la separazione, si trovano a dover affrontare una serie di spese da soli – spiega Ambrosini – Senza contare chi ha dovuto cedere o svendere la propria attività perché non è riuscito a stare a galla,e ora non può più fare affidamento su alcuna entrata. O chi il lavoro ce l’ha, ma in nero e sottopagato, e quindi non naviga certamente nell’oro. Il lavoro irregolare sta subendo un’impennata davvero impressionante ad Albenga”.
E, per molti, è sempre più difficile mettere insieme il pranzo con la cena. Nel 2012 sono stati elargiti 41 buoni pasto, per un totale di 223 euro. Inoltre, sono stati distribuiti 2359 pacchi viveri a 296 diversi nuclei familiari per un totale di 919 persone: il 42,3% di questo tipo di aiuti è andato a italiani.
“Nella struttura ad hoc, che distribuisce i pacchi viveri e che si trova in via Papa Giovanni XXIII, la fila di cittadini in attesa della propria ‘razione’ è sempre più affollata. E se un tempo erano soprattutto di marocchini, oggi sono molti anche gli albenganesi” conferma la responsabile del Centro d’Ascolto Caritas ingauno.
Un problema cui l’amministrazione comunale ingauna vuole ora far fronte. “Sappiamo benissimo quale situazione critica si sia venuta a creare anche nel nostro comprensorio a causa della crisi, e stiamo dunque correndo ai ripari con un progetto per erogare aiuti immediati per i più bisognosi” annuncia l’assessore Eraldo Ciangherotti.
“Vi sono persone, famiglie che non riescono più a pagare l’affitto o ad acquistare beni di prima necessità: ed è sull’assicurare questi ultimi che punta il nostro piano – prosegue Ciangherotti – Ogni giorni vengo a contatto con storie di disperazione e disagio. C’è il pensionato che, dovendo far fronte a quasi 700 euro di affitto, rischia di non potersi più permettere un tetto sulla testa, né di pagare utenze o spesa settimanale. C’è la madre di famiglia con più figli a carico che, rimasta da sola e senza stipendio, non sa più dove sbattere la testa. Noi vogliamo far sapere a queste persone che ci siamo e che stiamo pensando a loro. Lo sportello dei servizi sociali è sempre aperto, a pieno regime e ogni giorno, per accogliere le richieste”.