
Savona. Un bellissimo fenicottero passeggiava ieri sul bagnasciuga della spiaggia savonese della Madonnetta (foto di Renato Blangero). Numerosi passanti preoccupati hanno avvertito i volontari della Protezione Animali che, constatato che l’animale non era ferito o in difficoltà, si limiteranno a monitorarlo, invitando i passanti ad osservarlo e fotografarlo soltanto da lontano.
Accade che durante la migrazione alcuni soggetti, probabilmente “dirottati” dal maltempo, atterrino sulla costa savonese o nelle poche zone umide dell’entroterra per riposarsi e cibarsi. E’ avvenuto a marzo del 2008 quando diversi esemplari furono sorvegliati dai volontari dell’ENPA alla foce del Letimbro e del Centa. Si tratta di una specie protetta, relativamente stanziale negli stagni della Sardegna, che si ciba di piccoli crostacei ed alghe.
“Le numerose telefonate giunte all’ENPA dovrebbero far riflettere i nostri politici ed amministratori sull’attenzione e l’importanza che moltissimi cittadini, soprattutto i turisti, attribuiscono alla tutela della fauna selvatica – dicono i volontari – ENPA spera che al più presto Provincia e Regione attivino le risorse e i mezzi per curare gli animali selvatici feriti o in difficoltà che finora vengono soccorsi ed accuditi solo dai volontari della Protezione Animali, in buona parte con risorse proprie”.
Purtroppo, però, qualcuno non avrebbe resistito alla tentazione, e si sarebbe avvicinato troppo all’animale, facendolo volare via. “Molte persone hanno accolto volentieri la richiesta di non avvicinarsi e sono andate a stendersi, passeggiare o fare il bagno a debita distanza. Ma non alcune mamme ‘stizzite’ che sono invece scese in spiaggia commentando che prima bisogna proteggere i bambini, seguite poi da due persone anziane che con indifferenza si sono avvicinate facendolo volare via” raccontano indignati i volontari Enpa.
“Del resto a Voltri la scorsa estate era andata anche peggio, quando un fenicottero che si era posato sulla spiaggia era stato colpito ed ucciso con una pietra da alcuni ragazzi poi denunciati dalla Forestale. Gli esperti dicono che la specie, che sta faticosamente ripopolando gli stagni sardi e dell’arcipelago toscano, ha uno scarso successo riproduttivo anche perché soffre particolarmente il disturbo umano; la maleducazione di pochi, alla Madonnetta, lo ha confermato in pieno” concludono i volontari.