
Provincia. Un appello al ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, Graziano Delrio, parte dall’AIPP, la più rappresentativa associazione degli operatori di polizia locale alle dipendenze delle Province, affinché i progetti di riforme istituzionali e di riassetto delle autonomie locali non travolgano disordinatamente il personale delle amministrazioni provinciali, compreso chi svolge funzioni di controllo di notevole importanza ambientale ed utilità sociale.
Con una nota inoltrata al Ministro ieri, si ricorda che sono quasi 2600, secondo un recente documentato sondaggio della neonata Associazione Italiana Agenti e Ufficiali di Polizia Provinciale (www.polizieprovinciali.org), i poliziotti provinciali quotidianamente impegnati sul territorio, in particolare quello extra-urbano, per il rispetto di una vasta normativa nel campo della tutela dell’ambiente, della salvaguardia dei beni naturali e del patrimonio faunistico, oltre che per la sorveglianza di circa 120.000 km. di strade provinciali; un’attività specializzata che non si vuol vedere azzerata da pluri-annunciate riforme istituzionali che vedono nel mantra della soppressione delle Province l’operazione, forse di facciata, per dare in pasto all’opinione pubblica l’idea di un riassetto istituzionale a spron battuto.
“Il territorio rurale, le campagne e le zone di montagna non possono essere private dell’unica presenza di polizia giudiziaria degli enti locali in queste zone, stante anche la peculiarità delle materie specialistiche oggetto di intervento, e la pressoché assenza delle forze dell’ordine in queste parti assai estese del territorio nazionale”.
“Il personale di Polizia Provinciale, con compiti che spaziano dai controlli su discariche abusive e trasporto di rifiuti tossici, lotta al bracconaggio, protezione civile, controllo dell’abusivismo e degli inquinamenti, vuole veder riconosciuto il proprio ruolo e scongiurare che, un’eventuale trasferimento delle competenze provinciali ai Comuni, possa polverizzare corpi e servizi di P. P. strutturati da decenni per la vigilanza su “aree vaste”, non gestibile a livello di Polizia Municipale, e oggi non surrogabile da altri corpi di polizia”.
“L’unitarietà e la specializzazione delle strutture di Polizia Provinciale devono essere comunque salvaguardate sia nel caso che le province vengano riformate o accorpate, sia in caso di loro eventuale futuro superamento (purché la P.P. sia incardinata o sul livello istituzionale regionale o in forze di polizia ad analoga vocazione)”.
“Occorrono anni ed anni per formare un operatore di polizia locale specializzato nell’applicazione di una normativa specialistica assai articolata, e nella conoscenza di ogni angolo del territorio rurale di competenza” – afferma l’ispettore Augusto Atturo, presidente nazionale dell’AIPP – “Questo tipo di personale è prezioso per il territorio e per fare in modo che molte disposizioni di legge non rimangano lettera morta, e non potrebbe essere certo ricollocato in un ufficio qualunque, pena la dispersione di un patrimonio professionale costruito nel corso degli ultimi decenni con grande sforzo”.
“Sono migliaia, ogni anno, le denunce inoltrate all’autorità giudiziaria dalle Polizie Provinciali, per numerose fattispecie di reato che spaziano dallo smaltimento illecito di rifiuti tossici, al porto abusivo di armi da fuoco, agli scarichi abusivi. Un’attività che si accompagna alla sorveglianza nei grandi laghi interni, alla gestione faunistica, alla sicurezza stradale nelle aree extra-urbane, alla ricerca di persone disperse, all’accertamento di molte altre violazioni amministrative e penali in materia di caccia, pesca, circolazione fuoristrada, attività estrattiva nelle cave, violazioni paesistiche, prelievi di inerti e derivazione delle acque pubbliche”.