
Albenga. Il professor Pier Franco Quaglieni, direttore e coordinatore nazionale del Centro Pannunzio, interviene sulla questione degli asparagi violetti, chiedendone la tutela.
“Credo di dover intervenire come uomo di cultura e come albenganese elettivo da molti anni – afferma -. E’ sempre più frequente, forse complice anche la crisi economica, imbattersi in asparagi violetti di Albenga che non sono stati coltivati e raccolti nei terreni ingauni. Certamente anche la costruzione di nuove case ha ridotto di gran lunga i terreni coltivati ad asparagi che rendono il prodotto albenganese una rarità sopraffina”.
“Ricordo che Mario Soldati, grande scrittore ma anche anche gastronomo – prosegue Quaglieni -, amava l’asparago violetto di Albenga più di quello piemontese di Santena. Quando andavo a trovarlo a Tellaro gli portavo sempre, durante la stagione, i veri asparagi di Albenga coltivati, da par suo, dal mio amico, e socio del Pannunzio, Gino Delfino”.
Il Centro Pannunzio, che, attraverso il Premio di Alta Gastronomia “Mario Soldati”, si occupa anche di cultura del cibo e di tutela delle tradizioni gastronomiche del territorio, ritiene di dover proporre la creazione di un marchio di origine controllata per l’asparago violetto albenganese che è stato nei menu del Quirinale e dei principali hotel italiani tra cui il “Danieli” di Venezia ed è stato inviato per molti anni anche alla corte della Regina Elisabetta.
“Non vorremmo che, per pochi speculatori, venisse danneggiata l’immagine di Albenga e dei suoi contadini che sono persone serie, capaci di mantenere un prodotto adeguato alle grandi tradizioni della città e del suo comprensorio. Chiediamo, in primis alla Camera di Commercio – conclude Quaglieni -, di intervenire senza indugi a tutela dell’asparago violetto d’Albenga”.