
Liguria. “La ratifica della Convenzione di Instanbul relativa alla prevenzione ed alla lotta contro la violenza delle donne è un passo significativo, tuttavia l’Italia e la Liguria in particolare, devono colmare il vulnus che ci separa dal Nord Europa ove la donna è considerata tale, non mero oggetto di possesso”. Ad affermarlo è Silvana Ramorino, responsabile del Dipartimento Famiglia -Nuove Generazioni -Futuro della Lega Nord Liguria.
“L’obiettivo è ambizioso, ma deve essere raggiunto se non vogliamo continuare a contare morti e feriti – continua Ramorino – Vanno messe in campo tutte le risorse funzionali a far evolvere culturalmente uomini e donne: i primi debbono essere educati a relazionarsi in modo civile, partendo da un lavoro su se stessi,in quanto la violenza è palese espressione d’insicurezza, frustrazione e bassa autostima. Le donne invece vanno rese consapevoli del fatto che non deve essere ritenuto un comportamento normale: nessun abuso lo è, tanto nella sfera privata, quanto in quella lavorativa; sia che si tratti di violenza fisica, sia che si parli di quella psicologica”.
“Poi servono la certezza della pena ed una legislazione chiara ed organica: basti pensare al mobbing, per capire quanto lavoro c’è ancora da fare” conclude Ramorino.