
Valbormida. Una drammatica storia di violenza tra le mura domestiche che è finita con una condanna a sei anni di reclusione e 1500 euro di multa. Protagonista della vicenda è un trentaduenne, originario di Foggia, che doveva rispondere dell’accusa di estorsione e lesioni a danno della suocera. Un caso di maltrattamenti famigliari che, inevitabilmente, aveva coinvolto anche la moglie dell’uomo ed il figlioletto.
Secondo quanto denunciato dalla suocera dell’uomo, una cinquantacinquenne, il marito della figlia (che soffriva di problemi legati alla tossicodipendenza) aveva iniziato a chiederle soldi con molta insistenza. Richieste che, per essere esaudite, venivano accompagnate da minacce molto gravi (“se mi fai separare ti ammazzo e uccido anche tuo nipote”) e violenze fisiche.
In un caso, il 5 novembre del 2011, il trentaduenne non aveva esitato a scardinare una porta e tirarla contro la donna che aveva rimediato contusioni giudicate guaribili in sette giorni. Un’altra volta poi si era fatto consegnare 100 euro dopo aver minacciato la suocera con delle forbici da elettricista. Episodi, tutti risalenti al periodo ottobre-novembre 2011 e accaduti in Valbormida, che si erano fatti sempre più frequenti tanto che madre e figlia si erano decisi a denunciarlo. Questa mattina il Collegio dei giudici ha anche condannato il trentaduenne ad un risarcimento per la parte civile di seimila euro.