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Lettere

Carceri, lo scandalo dei braccialetti elettronici

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“Continuiamo inutilmente a denunciare lo scandalo dei braccialetti elettronici (non) utilizzati per il controllo dei detenuti: uno spreco da 9 milioni di euro all’anno, che avviene mentre si continuano a tagliare le risorse necessarie alle Forze dell’Ordine per contrastare la criminalità sul territorio e le carceri continuano ad essere sovraffollate.

La spending review continua ad essere il pretesto con cui tagliare servizi essenziali per i cittadini e limitare la garanzia di diritti fondamentali, come quello alla Sicurezza, ma evidentemente la politica del risparmio non riguarda gli sprechi milionari della Pubblica amministrazione che riversa inutilmente ingenti risorse nelle tasche di privati. Ricordiamo che l’introduzione del braccialetto, come misura di controllo da applicare in associazione ai domiciliari al posto del carcere, si deve a una legge del 2001, alla quale seguì un contratto tra il Ministero dell’Interno e Telecom che nel 2003 venne implementato con un capitolo sui braccialetti, per un canone complessivo di 11 milioni all’anno, di cui 9 milioni all’anno per i soli bracciali fino al 2011 e la possibilità di noleggiare fino a 400 dispositivi.

Dal 2003 al 2012 sono stati utilizzati soltanto una quindicina di braccialetti, tanto che la stessa Corte dei Conti ha rilevato ‘una notevole sproporzione tra gli elevati costi ed il numero veramente esiguo dei bracciali utilizzati. Eppure lo scorso anno l’allora ministro dell’Interno Cancellieri ha rinnovato la convenzione per altri 7 anni e duemila bracciali, ma ad oggi sono attivi meno di una decina di dispositivi. Uno spreco vergognoso, perché non soltanto vengono letteralmente buttati al vento circa 9 milioni all’anno da una decina d’anni, quanto si rinunciare al risparmio che ha giustificato l’introduzione di questi braccialetti: la differenza tra il costo di mantenimento di un detenuto in carcere, circa 200 euro al giorno, e di uno con il braccialetto, tra i 30 e i 90 euro al giorno, da moltiplicare per duemila detenuti.
Ogni braccialetto utilizzato, in sostanza, costa circa un milione di euro all’anno agli italiani: quasi un braccialetto d’oro tempestato di diamanti alla caviglia di pochi detenuti, mentre le auto della polizia sono senza benzina e senza manutenzione. Evidentemente si pensa di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri rendendo sempre più difficile l’arresto dei criminali”.

Franco Maccari
Segretario Generale del COISP

Redazione
26 Maggio 2013 alle 17:30
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