
Albenga. Tre siciliani pregiudicati, un uomo, Salvatore Rasizzi, e due donne, Pamela Boscarino e Salvatrice Rasizzi, tutti 25enni, sono finiti in manette per truffa, nell’ambito dell’operazione “Mito”, condotta dai carabinieri di Albenga.
La tecnica era semplice: avvicinare una persona anziana che aveva parcheggiato l’autovettura e convincerla, anche mostrando un orologio rotto, che aveva appena causato un incidente stradale nel quale una giovane donna aveva subito conseguenze.
Subito dopo passavano alla richiesta diretta di un risarcimento senza avvalersi dell’assicurazione ed il malcapitato veniva convinto a recarsi in banca a prelevare una somma di denaro che avrebbe chiuso “bonariamente” la vicenda.
Nella mattinata di ieri, ad Albenga, avevano pianificato e portato quasi a pieno compimento la truffa ai danni dell’anziana B.L., alla quale le due donne avevano fatto credere che, nell’uscire dal parcheggio con la propria auto, aveva accidentalmente urtato contro una delle due, danneggiandole l’orologio Rolex che indossava, del valore di 20 mila euro, chiedendole oltre 5 mila euro di risarcimento.
La truffatrice a quel punto ha intimorito la vittima della truffa, dicendole che avrebbe chiamato l’assicurazione. Quindi ha passato la comunicazione all’ignara donna; dall’altro capo del telefono è entrata in scena l’altra truffatrice che ha consigliato all’anziana di pagare la cifra richiesta per l’orologio.
Subito dopo la donna è stata accompagnata in banca dalla malvivente, che però è rimasta in auto in attesa, mentre in banca è entrato in scena l’uomo che ha seguito passo dopo passo l’anziana. Quest’ultima ha prelevato 4600 euro dalla filiale bancaria di Albenga.
A quel punto gli uomini dell’Arma, già appostati nelle vicinanze, sono entrati in azione, bloccando prima l’uomo, che dalla banca dati risulta gravato da numerosi precedenti di polizia per gli stessi reati. Le due donne sono state poi bloccate a bordo di una Alfa Mito di colore nero, già segnalata in occasione di analoghe truffe, dopo un lungo inseguimento in autostrada e con l’ausilio della polizia stradale, a Mondovì.
Gli uomini dell’Arma indagano per accertare se possano essere gli autori di altri reati analoghi avvenuti nella provincia di Savona. Sicuramente si sono resi protagonisti di una simile truffa a Loano.
Le due donne, su disposizione del sostituto procuratore Pischetola, sono state rinchiuse al carcere femminile di Pontedecimo, mentre l’uomo al Sant’Agostino di Savona.