
Villanova. Il Comitato Sottotetti di Villanova torna alla carica, rispondendo al sindaco Cassiano, che aveva fatto presente e ribadito l’operosità del Comune sul tema spinoso sul quale vige un’inchiesta. “Siamo rammaricati di non avere notizie serie e rassicuranti nei nostri confronti da parte dell’amministrazione comunale che in questo momento è totalmente latitante – scrivono dal comitato – Tutti gli abitanti di Villanova per stare tranquilli vorrebbero contare su persone serie e costruttive che alla luce del sole e non nella riservatezza mediatica li tengano al corrente delle azioni concrete messe in atto per risolvere il problema”.
“Il Comune ed il suo sindaco – proseguono rivolgendosi direttamente alle istituzioni locali – forse hanno dimenticato che una società è già fallita ed un’altra si è vista respingere già due ricorsi per il sequestro del cantiere da voi ed è in attesa di un processo penale nel quale anche lei è implicato. Come lei ben sa la cassazione a Roma ha confermato quanto fatto dalla procura di Savona per una ditta sotto sequestro, e questo è un atto molto duro e definitivo a livello penale che crea quindi un precedente sul quale si andranno a scontrare rovinosamente eventuali altri cantieri sequestrati”.
“Pertanto – dicono poi – è grazie ai vostri errori se ora 350 e più famiglie si trovano in un grosso guaio e per alcuni molto grave visto che sono sotto indagine della Procura. In questo momento non si tratta di riservatezza ma deve metterci la faccia; la sua amministrazione ha causato questo guaio rilasciando autorizzazioni/concessioni ritenute illecite dalla Procura e dalla Regione, deve ora porvi rimedio e con molta urgenza perché tutto ciò ha già causato grosse perdite economiche per gli imprenditori che avevano investito nel Comune di Villanova dando credito alle norme che il consiglio somunale aveva approvato e per i singoli privati che non riescono a capirci nulla”.
La Guardia Forestale sta vagliando molti fascicoli inerenti a varie costruzioni nel paese che potrebbero essere oggetto di sequestro nei prossimi mesi. “Le case che hanno ottenuto l’abitabilità e anche quelle già abitate non si possono vendere perché questi atti sarebbero nulli – affermano dal comitato – Il prezzo delle case si è abbassato del 50% in quanto il sottotetto è considerato abusivo dalla Procura di Savona nonostante la vostra approvazione a costruire. Pertanto riteniamo che sia giunta l’ora di informare correttamente tutti coloro che sono rimasti inguaiati a causa degli errori della sua amministrazione e comunque nessuno accusa di inoperosità il sindaco ma non potrà negare che a circa un anno della comunicazione ricevuta dalla regione, non esiste ancora da parte del Comune una proposta risolutiva che possa far intravedere una speranza a tutti i malcapitati; troviamo giusto che qualcuno debba tranquillizzare un mercato del mattone in forte crisi e di certo questo qualcuno è Lei e la sua giunta dalla quale ci aspettiamo un atto risolutivo ed efficace con urgenza”.
Sempre rivolgendosi a sindaco amministrazione, il comitato sottolinea: “Facciamo notare che scrivere una raccomandata come fatto da voi alla Regione significa normalmente attuare un atto di difesa o di attacco, invece chi vuole intraprendere una trattativa risolutiva effettua proposte e tali atti non ci risulta che siano mai stati messi in atto, anzi avete perso tempo a discolparvi senza un risultato invece che a sedervi ad un tavolo subito senza pensare alle colpe ma alla sostanza. Per tutti questi motivi chiediamo un incontro pubblico con le persone variamente coinvolte e interessate al problema, con i tecnici e le figure politiche che ci possano dare delle risposte certe. Non vogliamo solo articoli sui giornali ma incontri franchi e possibilmente costruttivi”.