
Loano/Albenga/Pietra L. La tecnica è sempre la stessa, e va in scena nelle ore serali, a Loano così come ad Albenga. Nel primo caso è un uomo ad agire (i ben informati parlano di “un tizio pelato con la barba”), nel secondo caso una ragazza (sui 35 anni, mora, piuttosto magra), ma la richiesta è sempre la stessa: soldi.
Con la scusa di qualche parente che sta male, i due (a quanto pare “scollegati” fra loro, ma accomunati dallo stesso intento truffaldino), chiedono al malcapitato di turno denaro per pagarsi la benzina per raggiungere la figlia o la moglie che stanno male, o, in altri casi, per comprare le medicine per il proprio caro con problemi di salute.
A raccontarlo, online, sono in molti, in un passaparola che ha come scopo quello di lasciare a bocca asciutta questi malintenzionati. “Se di notte vi ferma un tizio pelato con la barba e vi dice che è rimasto a piedi con lo scooter senza benzina, e che deve raggiungere la fidanzata che sta male, o peggio ancora che la figlia sta male, non dategli un euro perchè è un truffatore – è l’avviso comparso in Rete – L’ha fatto anche con me stanotte. Agisce di notte perché ha la scusa che banche e poste sono chiuse. Se vi capita di incontrarlo dategli due pugni anche da parte mia!”.
Stando ai commenti, il tizio sarebbe già noto anche alle forze dell’ordine “poiché è già stato segnalato più volte, ma finché non c’è una denuncia da parte nostra non possono intervenire”. “Io sono per due pattoni dati bene – è il “suggerimento” più drastico – almeno gli passa la voglia di scherzare con le persone, intanto sappiamo tutti che se va dentro non fa nemmeno un giorno al fresco”.
Il truffatore gira a bordo di uno scooter piuttosto malandato, di colore rosso-bordeaux, anche se c’è chi lo ha visto anche con un GS color sabbia e pure a Pietra Ligure. C’è poi chi dice di essere stato truffati da un tizio con il “casco bordeaux con la scritta ‘Torino'”. A tutti racconta di lavorare all’Eurospin di Pietra (notizia smentita categoricamente dal titolare dell’esercizio commerciale) e, spingendo a mano la propria due ruote, chiede i soldi per fare benzina e raggiungere qualcuno che sta male.
Lo strano personaggio si sarebbe spinto anche ad Albenga, territorio, però, di un’altra truffatrice descritta come giovane, mora e magra che, come si legge online, “spunta ogni tanto di notte facendo l’autostop e fingendo di essere in panico: poi, dato che dovrebbe raggiungere il figlio che sta male all’ospedale di Savona, chiede soldi per il treno o il taxi”. Ad un altro malcapitato la giovane avrebbe mostrato piangente anche la foto del proprio bimbo che “soffre di diabete e ha bisogno di medicine immediatamente”: prima gli avrebbe chiesto di accompagnarla a Leca d’Albenga dove la ragazza ha detto di abitare, poi, cambiando improvvisamente idea, ha chiesto soldi per andare in farmacia a comprare il necessario per il figlioletto.
Risultato: la donna, dopo aver ottenuto pochi spiccioli, si è addentrata nel centro storico dove ha detto di fare la commessa, fingendo di andare in farmacia. “L’ho seguita per un po’ con lo sguardo e ho visto che si è affrettata a telefonare a qualcuno – ha detto il truffato – ma, pur sospettando l’inganno, ho preferito darle qualche euro per liberarmene quanto prima”.