
Savona. Si avvia verso la conclusione il processo che vede insolitamente protagoniste di un caso di stalking due donne. L’accusa è contestata ad una trentanovenne che è a giudizio insieme alla sua ormai ex vicina di casa di 44 anni ed al compagno di quest’ultima, accusati a loro volta a vario titolo di ingiurie, minacce e lesioni.
Questa mattina in aula il giudice ha ammesso come prova i video che riprenderebbero una delle due donne in atteggiamenti poco rispettosi nei confronti dell’altra. Immagini che saranno visionate dal magistrato prima della prossima udienza, quella della discussione, fissata per il prossimo 18 ottobre.
Il processo in questione va avanti ormai da più di un anno e vede le due signore darsi battaglia accusandosi reciprocamente di insulti, molestie, danneggiamenti, persecuzioni e dispetti di ogni tipo. Le querele non sono mancate né da una parte né dall’altra, ma l’accusa di stalking è contestata solo alla più giovane delle due (assistita dall’avvocato Tiziano Gandolfo) che, secondo quanto le viene contestato, sarebbe arrivata al punto di far provare alla vicina “un perdurante e grave stato d’ansia e di paura tale da costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita”. Ed in effetti la quarantaquattrenne (che è difesa dall’avvocato Marco Genta), esasperata, aveva deciso di denunciare la vicina. Da quel momento le querele e le controquerele si erano ripetute una dopo l’altra portando poi al rinvio a giudizio dei tre (tutti in aula nella doppia veste di imputati e parti civili).
Nelle scorse udienze erano state ripercorse le tappe della loro battaglia: la presunta “stalker” (che da qualche tempo non abita più nella palazzina del Santuario teatro delle liti) ha raccontato di essere anche stata aggredita in un’occasione e più volte insultata. Una versione smentita dalla rivale e dal suo compagno che hanno invece accusato lei di averli insultati, di avergli tirato oggetti sul terrazzo e, in un caso, di avergli addirittura mostrato il posteriore debitamente denudato. Episodi che sarebbero documentati da fotografie e filmati ripresi da una telecamera che la coppia aveva installato proprio per documentare le molestie subite.
Il giudice nei mesi scorsi ha anche invitato le parti a cercare di trovare un accordo al di fuori dell’aula di giustizia. Una soluzione che permetterebbe di rimettere le querele e far concludere il processo senza condanne per gli imputati.